Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Nuovi e ulteriori dubbi sulle coperture recate dal decreto legge elettorale sul bonus di 80 euro da concedere solo a una parte dei lavoratori dipendenti. Questa volta il capo d’imputazione riguarda i debiti dei Comuni e delle Regioni, per un importo che può raggiungere l’ammontare di oltre 16 miliardi. La metà (8 miliardi) riguarda le anticipazioni concesse ai Comuni per far fronte ai debiti delle società controllate: quel grande insondabile arcipelago che è costituito dal ‘socialismo municipale’. Debiti spesso fuori bilancio, pagando i quali – cosa per la verità stravagante – si cerca almeno di avere una valutazione più attendibile.
La seconda tranche, per 8,7 miliardi, riguarda invece i debiti che le Regioni hanno contratto in passato con gli Istituti di credito, ricorrendo, molte volte senza padroneggiarne la complessità tecnica, ai più sofisticati strumenti finanziari: emissione di bond, swap e via dicendo. Questi debiti saranno ora acquistati dallo Stato, che provvederà al loro finanziamento emettendo titoli, che andranno a far crescere l’immenso debito pubblico italiano, per oltre un punto percentuale.
In tanto disastro, il pregio dell’operazione è la maggiore trasparenza. Tutto bene, se non vi fosse un piccolo codicillo, che rischia di far cambiare segno all’intera operazione. Il governo ha dato per acquisito che si tratti di una semplice operazione finanziaria, che non ha effetto sul deficit per il 2014. Sennonché le regole del SEC 95, quelle in base alle quali si misura a fine anno la sua effettiva consistenza, sembrano propendere per una soluzione contraria. Se dovesse essere quest’ultimo il verdetto di EUROSTAT, supremo guardiano dei conti pubblici di tutti i Paesi europei, per l’Italia sarebbero guai. Il deficit, che il DEF ha ipotizzato al 2,6 per cento, aumenterebbe al 3,6 per cento. Ben oltre i parametri previsti da Maastricht”.