“Carissimi Renzi, Poletti, Delrio, per favore non giocate con le statistiche. Ci fate una brutta figura, e soprattutto finite per prendere in giro gli italiani, già abbastanza depressi dalla crisi.
Per favore, Renzi, Poletti, Delrio, non fate “cherry picking”, vale a dire: scegliere le ciliegie, commentando solo i dati che suonano bene. Non è serio.
Oggi avete giocato con la sovrapposizione dei dati trimestrali e dei dati mensili. Sovrapposizione che produce una visione distorta del mercato del lavoro. Nel passato, infatti, si è più volte raccomandato l’Istat di non creare questa confusione, che fa interferire il dato congiunturale con quello a medio termine. Mi si scusi il tecnicismo, ma quando ce vo’ ce vo’.
Peraltro, il dato mensile è un dato “destagionalizzato”, mentre quello trimestrale è “non destagionalizzato”.
La raffigurazione del mercato del lavoro offerta oggi dall’Istat sul terzo trimestre 2014 in termini di occupati è comparata al terzo trimestre 2013. Fin qua tutto corretto. Si deve ricordare, però, che nel trimestre preso in considerazione si è determinata una componente di crescita dell’occupazione particolarmente vivace, che ha premiato questo confronto (e anche quello rispetto al trimestre precedente).
Nel terzo trimestre (luglio-settembre) 2014, infatti, gli occupati sono aumentati di 122.000 unità rispetto all’anno prima. Tale aumento è dovuto a: + occupati dipendenti permanenti di 19.000 unità; + occupati dipendenti a termine di 152.000 unità; meno occupati indipendenti di 49.000 unità.
Tuttavia, il dato di occupazione di ottobre (ultimo disponibile, rilevazione mensile) è particolarmente negativo. Vi è un crollo di occupati di 55.000 unità, per cui torniamo ai livelli dell’estate. Sulla base di questi dati, dall’avvento del governo Renzi gli occupati sono cresciuti di circa 20.000 unità, e sono sostanzialmente invariati su base annua. Cioè non è cambiato assolutamente nulla. Altro che trionfalismi, altro che 122.000 occupati in più.
Se guardiamo al dato dei disoccupati, poi, il quadro è estremamente negativo. Tra il terzo trimestre 2013 e il terzo trimestre 2014 le persone in cerca di lavoro sono aumentate di 166.000 unità (raggiungendo quota 3 milioni e 10.000 unità): + disoccupati ex occupati di 51.000 unità; -ex inattivi di 19.000 unità; + 134.000 persone in cerca di prima occupazione.
E’ una fotografia perfetta di quello che sta avvenendo sul nostro mercato del lavoro: crescita del numero di disoccupati che hanno perso precedenti lavori a seguito delle crisi industriali; crescita delle persone in cerca di una prima occupazione, che potrebbero essere associate da un maggiore bisogno e anche all’effetto del provvedimento denominato “Garanzia Giovani”, che per paradosso sta aumentando il numero di disoccupati, in particolare tra i giovani (effetto aggiuntività).
Il dato risulta confermato anche dal dato mensile. La disoccupazione si aggrava e anzi sfonda la quota del 13%.
Infine, tra gennaio e ottobre 2014 sono state autorizzate dalle aziende 940 milioni di ore di cassa integrazione, pari a 500-600 mila disoccupati equivalenti. Insomma, un disastro. Nulla per cui rallegrarsi, neanche un po’.
Per quanto riguarda il futuro, un’operazione verità dovrebbe dire che se, come è stato più volte affermato dai principali istituti di previsione, per l’effetto trascinamento negativo del 2014, in Italia la crescita del Pil continuerà a essere piatta anche nel 2015, i dati sulla disoccupazione continueranno ad essere negativi e in aumento anche per tutto il prossimo anno, perché, come dovrebbe essere noto agli esponenti del governo, il miglioramento dei livelli occupazionali si manifesta solo dopo una crescita costante e duratura (almeno 4 trimestri) dell’economia.
Poiché in Italia non è prevista crescita del Pil almeno fino a fine 2015, se mai il miglioramento occupazionale ci sarà, questo non comincerà che a fine 2016.
Ecco, da un governo serio e responsabile ci si aspetterebbero queste valutazioni. Ne saranno mai capaci Renzi, Poletti, Delrio e compagnia cantante?”.