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Brunetta: Lavoro, “Pronti al sì, ma sarà crisi se riforma passa con nostri voti”

 

RB

“Se davvero Renzi ce la farà a vincere le resistenze vive all’interno del Pd e vorrà andare avanti sulla strada che porta al superamento dell’articolo 18 con la riscrittura dello Statuto dei lavoratori avrà il nostro appoggio”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Mattino”.

“Quello che probabilmente succederà – sottolinea – è che il Pd si spaccherà. D’altronde se un partito ha un leader che vuole una cosa e l’altra metà del partito fa le barricate, vuol dire che il Pd non è più un partito. È un elemento di instabilità e di conservazione della politica e della società italiane”.

Eppure ora la Cgil sembra giungere a più miti consigli. “Ma no, è soltanto un atteggiamento tattico, volto a svuotare gli obiettivi di Renzi. Conosciamo troppo bene la Cgil per riuscire ad immaginare che il ‘discutiamone’ di queste ore corrisponda davvero ad un passo indietro. D’altronde il vero capo della Cgil, Landini, ha già annunciato la mobilitazione. E poi non dimentichiamo un altro aspetto. La maggior parte dei gruppi parlamentari Pd è stata scelta dal comunista Bersani, è organica al mondo delle coop rosse, della Cgil e delle public utilities (le vecchie municipalizzate), con interessi e posizioni ideologiche incompatibili con l’abrogazione dell’articolo 18 e il libero mercato. Per non parlare poi delle ampie aderenze dei parlamentari Pd con le famose e sempre giovani toghe rosse. La forza di queste pozze maleodoranti di giustizialismo manettaro si sta esprimendo con la bocciatura inopinata di Violante come giudice costituzionale, per le sue posizioni sul tema, criticatissime degli ex colleghi magistrati”.