“Quasi nove anni senza alcuna autocritica. Quasi nove anni da una parte sola, dalla parte della sinistra. Quasi nove anni ad affermare il suo ruolo di protagonista, il ruolo del presidente della Repubblica, non previsto dalla Costituzione. Questo, in sintesi, il bilancio di Napolitano. Questo ultimo messaggio conferma attraverso le sue stesse parole, con retorica e con coerenza, il suo fallimento.
Nella memoria degli italiani, dopo le dimissioni forzate di Berlusconi in quel novembre 2011, Napolitano è visto come colui che ha voluto pervicacemente tre governi non legittimati dal popolo: Monti, Letta, Renzi.
Era stato chiamato, nell’aprile del 2013, eccezionalmente dal Parlamento per un secondo mandato, per realizzare la pacificazione, per favorire le riforme costituzionali, e contribuire a far uscire l’Italia dalla crisi economica. Nessuno di questi tre obiettivi, a partire dal primo, è stato raggiunto. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Ma di tutti questi fallimenti non una sola traccia, non una sola autocritica, nel suo messaggio agli italiani. Nove anni, dunque, da dimenticare. Da domani, finalmente, si volta pagina”.