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Brunetta: PA, “Governo in confusione mentale, Renzi spieghi che in cassa non c’è un euro”

 

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Sul pubblico impiego il governo è in “confusione mentale, che sta diventando mortale”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Tempo”.

“Alla gentile ministra Madia vorrei spiegare la differenza che passa tra un contratto di lavoro e l’elargizione ‘graziosa’ di risorse. Il contratto è un elemento di mercato, che unisce due parti in ragione di un obiettivo comune. L’elargizione unilaterale è ben altra cosa. Bloccare i contratti per un altro anno è assolutamente ingiustificabile se si vuole raggiungere l’obiettivo di migliorare le performance di settore”.

“Se poi, parallelamente al blocco dei contratti, si annuncia l’ assunzione di 150 mila insegnanti e si dice che nella scuola entra il criterio del merito al posto degli scatti automatici, nascono due domande. La prima è come si può introdurre il merito senza incentivi. L’altra è dove si andranno a trovare le coperture per l’assunzione di questi dipendenti”.

“A ciò ha già risposto l’improvvida ministra Giannini affermando che verranno prese dalla spending review. Una risposta che, francamente, fa sorridere. Lo dimostra il caso ‘quota 96’, gli esodati della scuola: non è possibile finanziare con i tagli nuove spese”.

“Noi non giochiamo al ‘tanto peggio tanto meglio’, come fece la sinistra nell’estate-autunno 2011, con l’Italia sotto attacco speculativo. Occorre però che il governo si dia una regolata, che la smetta, con le promesse facili e la demagogia. Renzi deve spiegare alla gente che in cassa non c’è un euro. Ogni ministro deve assumersi la propria responsabilità. Renzi, in 6 mesi ha fatto tante promesse. Per averne realizzata malamente una, quella degli 80 euro, utilizzata per vincere le elezioni europee, ora fa pagare a tutti noi le conseguenze, perché per dare quei soldi a 11 milioni di lavoratori ha dovuto aumentare tutte le tasse. E per confermarli dovrà farlo ulteriormente. E apprendiamo con raccapriccio che il governo procederà con tagli lineari del 3% su tutti i ministeri. Ci sarebbe da ridere, se non fosse da piangere”, conclude Brunetta.