“Finalmente Renzi riconosce che le sue promesse non saranno mantenute. E lo fa come sempre a modo suo, rinviando la contabilità negativa dell’azione del governo. Rispetto alla crescita dice tutto e il contrario di tutto. Parte da una presa d’atto che i numeri non saranno quelli che lui e il suo governo avevano previsto, ma cerca di giustificarsi dicendo che questo non influirà sulla vita delle persone.
Le sue affermazioni non stanno né in cielo né in terra. Come fa un presidente del Consiglio ad affermare che una crescita del Pil che è meno della metà (ma potrebbe andare anche peggio) di quanto scritto nei documenti di finanza pubblica non ha effetto? Se fosse uno studente sarebbe bocciato al primo anno di economia. Perché basta spiegargli che dalla crescita deriva il gettito fiscale quindi il deficit, il debito ed eventuali manovre correttive, che si ripercuotono sui cittadini. Se Renzi ha sbagliato di così tanto le previsioni, tutta l’impalcatura dei conti pubblici crolla. E a pagare saranno le famiglie e le imprese. Così come per i debiti della Pa è troppo facile dire che saranno liquidati 68 miliardi e poi sostenere che l’impegno sarà rispettato anche se si pagherà molto meno di questa cifra (ad oggi solo 3,3 miliardi dal governo Renzi).
Contorsioni logico-politiche degne di un kamasutra. E lo diciamo con un amaro sorriso, perché altrimenti il presidente del Consiglio si arrabbia. E magari ci contingenta le agenzie e ci mette pure la ghigliottina. Non sia mai”.