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Brunetta: Riforme, “A Pd, melina a chi? Ecco le 17 modifiche di Renzi al Nazareno”

 

RB

“La legge elettorale è stata approvata alla Camera dei deputati lo scorso 12 marzo. Da quel momento è stata insabbiata al Senato per volere di Renzi e della sua maggioranza di governo. E adesso misteriose fonti del Partito democratico accusano Forza Italia di voler fare melina… Melina a chi? Per non parlare delle modifiche al Patto del Nazareno imposte, in modo leonino, sempre dal presidente del Consiglio.

Ecco l’elenco delle modifiche unilaterali di Renzi ai contenuti e alla tempistica della riforma della legge elettorale e a quella del bicameralismo paritario concordate il 18 gennaio 2014.

1. 20 gennaio 2014: il testo di Legge elettorale proposto da Renzi alla direzione del Pd prevede, oltre a quanto pattuito al Nazareno, un doppio turno tra le prime due coalizioni. 2. Febbraio 2014: su pressione del Quirinale Renzi impone l’innalzamento della soglia che le coalizioni devono raggiungere per ottenere il premio di maggioranza dal 35% al 37%. 3. Per ottenere l’appoggio di Ncd Renzi impone l’abbassamento della soglia per l’ingresso in Parlamento dei partiti in coalizione dal 5% al 4,5%. 4. Per ottenere l’appoggio di Ncd Renzi impone anche che l’Italicum si applichi solo per la Camera. 5. Pluricandidature: l’accordo del 18 gennaio prevedeva che nessun candidato potesse essere incluso in liste in più di un collegio plurinominale. L’accordo viene successivamente modificato: ciascun candidato può essere incluso in liste fino ad un massimo di 8 collegi plurinominali. 6. Definizione dei collegi: il Nazareno prevedeva la definizione per Legge da parte del Parlamento, mentre il testo approvato dalla Camera contiene una delega al governo per definire i nuovi collegi elettorali, entro 45 giorni. 7.      17 marzo 2014: l’Italicum è trasmesso al Senato. E lì tutto si ferma. Il presidente del Consiglio impone un’inversione delle priorità: prima la riforma del Senato. 8.    8 aprile 2014: il governo presenta in commissione Affari costituzionali del Senato il disegno di Legge Boschi (di iniziativa governativa e non parlamentare), senza discuterlo in via preventiva con nessuno. 9. L’11 settembre il ministro Boschi annuncia: ‘Nel passaggio alla Camera del ddl costituzionale sulle riforme il governo non esclude alcuni interventi al testo’. Con chi hanno pattuito queste modifiche?”.

Il 10 novembre si riunisce il vertice di maggioranza di governo, nel corso del quale viene siglato un accordo sulla legge elettorale che contiene ulteriori cambiamenti rispetto a quanto stabilito dal Patto del Nazareno. Ecco i nuovi cambiamenti:

10. Il premio di maggioranza è assegnato a singole liste (e non più alle coalizioni). 11. Il premio di maggioranza scatta alla lista che al primo turno ottiene almeno il 40% dei voti validi espressi. 12. Il premio di maggioranza assegna direttamente 340 seggi (e non più una percentuale di seggi sino ad un massimo di 340). 13. Senza nessun obbligo di coalizzarsi, la soglia di sbarramento scende al 3%. 14. Vengono introdotte le preferenze, ma il primo nome nelle liste resterà bloccato. 15. Pluricandidature: i capilista non saranno candidabili in più di 10 collegi (anziché 8, come prevedeva una precedente modifica). 16. Diminuisce il numero dei collegi: oscilla tra 75 e 100. 17. Almeno il 40% dei capilista sarà rappresentativo di genere, come pure di genere sarà la seconda eventuale preferenza.

Vi sembra poco. Di una cosa siamo certi: non è finita qui. Continua…”.