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Brunetta: Riforme, “Mattarella intervenga, unica via voto col proporzionale”

 

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“La riforma costituzionale è finita, il patto è stracciato, ma per noi si chiude qui anche la legislatura. Renzi pensa davvero di ovviare a questo pantano con qualche transfuga, con una piccola campagna acquisti? Perché gli è chiaro che con le sue prove muscolari ha trascinato il Parlamento in una palude, o no?”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “la Repubblica”.

Ma siete stati voi a tirarvi fuori dal patto del Nazareno. “Il primo punto del patto del Nazareno era la scelta di un presidente della Repubblica condiviso”. Il primo? Sarebbe una notizia. “Ecco, gliela do. Doveva costituire il primo grande passo verso la pacificazione. Tutto il resto, la riforma elettorale, quella costituzionale, erano corollari, derivati. Renzi ha preferito far prevalere la sindrome dello scorpione? Ne pagherà le conseguenze”.

“Noi invochiamo l’intervento del presidente Sergio Mattarella, nei modi e nelle forme che riterrà più opportuni. Perché la situazione è aberrante. Tempi contingentati, sedute fiume per un’assemblea costituente, non si era mai visto nella storia della Repubblica. Utilizzando poi i 130 parlamentari frutto di un premio di maggioranza riconosciuto illegittimo dalla Corte Costituzionale”.

“Questa non è la fine del patto. È la fine del renzismo. Il patto era stata la grande intuizione dell’intelligenza renziana e berlusconiana, il riconoscimento reciproco dopo decenni di delegittimazione”.

La fine del renzismo, non sarà eccessivo? “La sua storia è finita mercoledì, con l’imposizione della seduta fiume per approvare una riforma che, ben che vada, entrerà in vigore nel 2018, mentre rischiano di scadere decreti importanti come l’Ilva, le banche, il Milleproroghe, in piena crisi finanziaria. Lui che fa? Sedute fiume per pura arroganza. La legislatura, per quanto ci riguarda, è finita”.

Pensate al voto? Con il Consultellum, col proporzionale puro? “Certo che è possibile. Di fronte a questi attacchi alle regole democratiche, è l’unica via. Del resto, un’assemblea costituente si elegge col proporzionale, non col maggioritario”, sottolinea Brunetta.