Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Ancora nessuna risposta, da parte del presidente del Consiglio, alla nostra lettera inviata ieri. Ma non disperiamo. E ci auguriamo che Matteo Renzi, dopo tante insistenze, alla fine si conceda ed abbia la forza di resistere alla sindrome dell’assedio.
Un simile atteggiamento eviterebbe l’insorgere di ulteriori inutili polemiche. Soprattutto distenderebbe gli animi e dispenserebbe il viceministro Enrico Morando dai goffi tentativi di tranquillizzare gli animi, con smentite, circa possibili manovre finanziarie, che lasciano il tempo che trovano.
Sono i numeri a contrastare l’ottimismo di maniera. Numeri forniti dallo stesso Ministero dell’Economia che evidentemente il viceministro non conosce. Si dice che le entrate fiscali siano aumentate dell’1,1 per cento. Lo sappiamo. Ma sappiamo anche che dovevano aumentare del doppio (2,1 per cento) secondo le previsioni di bilancio. Gli spread, si aggiunge, sono in calo. Anche questo è vero, ma lo saranno anche nei mesi prossimi venturi? Nel frattempo, tuttavia, il debito pubblico, nei soli primi 5 mesi dell’anno, è cresciuto di 100 miliardi. Costo aggiuntivo stimato: 2 miliardi di maggiori interessi. Sono stati adeguatamente conteggiati?
La spending review doveva far risparmiare circa 4,5 miliardi. Non se ne vede traccia. Difficile dar torto a Francesco Giavazzi, quando su ‘Corriere della Sera’ si interroga su ‘il mistero Cottarelli’: l’uomo dei tagli, che riesce a mala pena a farsi la barba. E poi le cosiddette spese emergenziali: dalla Cig al rifinanziamento delle missioni all’estero. Per non parlare degli 11 miliardi di presunte privatizzazioni, ferme al palo non si sa per quanto tempo.
Di fronte all’affastellarsi di questi dati, l’unica strategia visibile di Palazzo Chigi è quella di creare, al proprio interno, un contraltare al Ministero dell’Economia. Soprattutto alla Ragioneria generale dello Stato: colpevole di non assecondare, fino in fondo, i desideri del principe. Ultimo episodio il prepensionamento degli insegnati: l’onere sarà coperto immaginate come. Con la spending review, naturalmente. Quei tagli che sono da tempo latitanti”.