“Le previsioni economiche pubblicate oggi dalla Commissione europea, quelle che contano veramente, come ha voluto precisare il vicepresidente Katainen nella sua lettera al ministro Padoan dello scorso 22 ottobre, hanno modificato l’intero quadro di riferimento dei conti pubblici italiani.
La più preoccupante è la previsione della Commissione circa l’andamento del deficit strutturale, divergente rispetto a quella del governo. Nel 2017, secondo la proroga chiesta da Padoan per giungere al pareggio di bilancio, il salto da compiere stando ai numeri della Commissione è di circa 1 punto di Pil, contro una previsione ministeriale dello 0,4%.
Non è solo questione di decimali. I profili sono completamente diversi. Mentre il governo ipotizza un progressivo e graduale avvicinamento all’obiettivo di medio termine, la Commissione non crede ai numeri forniti da Renzi-Padoan e indica una tendenza inversa. Dopo una breve flessione del deficit strutturale nel 2015, si avrà un rimbalzo più che consistente negli anni successivi.
Ne deriva che il nostro paese non rispetta le regole dei Trattati, che postulano una riduzione progressiva del deficit strutturale di almeno 0,5 punti di PIL all’anno. Non avervi ottemperato con la Legge di stabilità all’esame del Parlamento, comporta un duro scontro a livello comunitario che oggi è solo all’inizio.
Finora, infatti, il giudizio della Commissione europea è stato solo sospeso. Alla luce dei dati appena commentati, potremo ancora sperare nella sua indulgenza?”.