Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha inviato questa mattina al presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, al vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, al Commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, al Commissario europeo ai Trasporti Siim Kallas (che durante questa campagna elettorale fa le veci del Commissario Ue per gli Affari economici e monetari), al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, al presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, al presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, al Direttore operativo del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, e al segretario generare dell’Ocse, Angel Gurria, una missiva per “segnalare un grave abuso commesso dai presidenti della Camera dei deputati, Laura Boldrini, e del Senato della Repubblica italiana, Pietro Grasso, in violazione dello spirito e della lettera dei Trattati europei e della normativa costituzionale inerenti il pareggio di bilancio, secondo le prescrizioni del Fiscal compact”.
“Nel procedere alla costituzione dell’Ufficio parlamentare del bilancio – scrive il capogruppo azzurro – la scelta del presidente dell’organismo e dei due consiglieri è stata motivata esclusivamente da considerazioni di carattere politico, tese ad assicurare l’acquiescenza del nuovo organismo alle direttive del governo”.
“Si è così violato il principio dell’indipendenza sancito dalle regole europee (COM/2011/821) e l’intenso lavoro svolto dal Parlamento italiano, con sei scrutini su cui ha convenuto l’80% dei componenti delle commissioni bilancio di Camera e Senato nell’individuare i componenti di una shortlist, all’interno della quale i presidenti delle Camere avrebbero dovuto individuare figure in grado di garantire le necessarie forme di pluralismo culturale, quale premessa di una reale autonomia ed indipendenza dell’Ufficio del bilancio da ogni altro potere costituito”.
“Sarà pertanto difficile accettare in prospettiva le valutazioni del nuovo ‘Consiglio indipendente di bilancio’, come recita l’articolo 2, comma 1, del Regolamento (COM/2011/821) precedentemente citato, a causa della mancanza dei requisiti richiesti e della relativa ‘autonomia funzionale’”, conclude Brunetta.