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CENTRODESTRA: BRUNETTA, UNITO VINCE CON QUALSIASI L.ELETTORALE, NO AD ALFANO

 

“In politica nulla tramonta e nulla sorge definitivamente: è sempre possibile tutto. La buona politica è arte del possibile: oggi il centrodestra secondo tutti i sondaggi è vincente se unito, con qualsiasi legge elettorale. Consultellum, Mattarellum standard o 2.0, variante tedesco puro o con premio di maggioranza… Lo dico col sorriso, ma non esistono leggi elettorali che ti fanno vincere senza voti. E se hai voti, vinci. Quindi, adesso come ieri, come sempre, l’unico must è il centrodestra unito”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Verità”.

“Se la prospettiva è la vittoria, la strada si trova. Le condizioni si trovano. Del resto il centrodestra non è un’invenzione estemporanea, non è come il mai nato partito della Nazione. Esiste da quando l’ha inventato un signore, Silvio Berlusconi, nel ’94, con la doppia alleanza con Lega e Fini. Il centrodestra da allora governa in Lombardia, in Veneto, in centinaia di città, ora pure a Genova e in Liguria. Insomma, non è una creatura di laboratorio, ma un pezzo di storia della seconda Repubblica, forse il più importante. Non c’è niente da inventare”.

Matteo Salvini è “uno tosto, ma Umberto Bossi non era da meno. Ho sempre contribuito a costruire un programma chiaro e condiviso nel centrodestra, fin dalle origini, e non smetterò adesso. Certamente ci rivedremo per discutere il programma, ma prima ancora la legge di bilancio. Sto lavorando per avere un unico relatore di minoranza del centrodestra alla finanziaria, per stilare una contromanovra che contenga le nostre idee, e che diventerà manifesto per la campagna elettorale. Non si scherza più, le elezioni incombono”.

Quindi una coalizione è possibile? E fino a dove, al centro e a destra? “Non pongo limiti. Tutti quelli che si aggregano al trifoglio base di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, più tutte le altre componenti: e guardi che crescono tutti i giorni. Cito Raffaele Fitto, che è un pezzo di noi, cito Rivoluzione cristiana di Gianfranco Rotondi, cito Gaetano Quagliariello, Francesco Storace, Gianni Alemanno, i repubblicani di Nucara, i liberali di De Luca, i socialisti di Stefano Caldoro, cito il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, cito il sindaco di Trieste Dipiazza, i vari civismi a noi vicini, cito Fare ambiente di Vincenzo Pepe e di Paolo Russo, con la loro rete di ambientalismo intelligente e ragionevole, cito gli animalisti di Michela Vittoria Brambilla, cito il Partito dei pensionati…”

Cita pure Angelino Alfano? “No. Alfano fa parte di un’altra storia. Lo dico sine ira ac studio, ma è un’altra cosa. Ha continuato a fare il ministro, a sostenere i governi di sinistra, per le riforme: ma quali? Quelle cancellate dagli italiani il 4 dicembre? Senza rancore e senza acrimonia, ma no, grazie. Invece guardo con amicizia a Flavio Tosi e a Enrico Costa: Forza Italia apre a tutti, anche a chi ha aderito all’equivoco montiano”.