“Nonostante la situazione sui mercati finanziari si sia calmata, dopo l’approvazione del bilancio d’assestamento e con la manovra correttiva da 7,5 miliardi di euro imposta da Bruxelles e che il Governo ha fatto senza battere ciglio, a riprova del fatto che ormai gli investitori credono che l’Italia si adeguerà in tutto e per tutto ai diktat imposti dalla Commissione, l’incertezza che circonda la nostra economia rimane alta. Il principale motivo è legato agli effetti che la prossima Legge di Bilancio avranno sull’economia reale. Se, come è ormai scontato, l’Iva aumenterà, gli analisti hanno già stimato una contrazione del Pil dovuta alla riduzione dei consumi pari a tre decimali di punto. Il Governo potrebbe evitare, come annunciato, l’aumento dell’Iva previsto dalle clausole di salvaguardia ricorrendo ad una sforbiciata delle tax expenditures, le spese fiscali che si risolvono in detrazioni, deduzioni e sconti fiscali concessi ai contribuenti. Il problema è che, sul taglio di queste, il Governo è ancora in alto mare, perché annunciare quali agevolazioni si taglieranno significa scontentare molte categorie e veder ridotto il proprio consenso elettorale. Senza dimenticare che il taglio di tax expenditures, come le detrazioni per interessi sui mutui e quelle per le ristrutturazioni, potrebbero mandare al tappeto un settore già in crisi come quello dell’edilizia e ridurre ulteriormente i prestiti alle famiglie da parte degli istituti di credito. In sintesi: si rischia una diminuzione degli investimenti”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.