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FI: Sanità, “Camera in prima linea per salvare Ospedale Sant’Eugenio di Roma”

 

FRANCESCO TOIATI OSPEDALE SANT EUGENIO

Questa mattina in Aula a Montecitorio il governo ha risposto a un’interpellanza presentata dal presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, e dal deputato azzurro Ignazio Abrignani, in merito al polo regionale ospedaliero Sant’Eugenio Cto “Andrea Alesini”, per i numerosi disservizi segnalati dai cittadini e dalle associazioni di categoria.

“Dal 4 aprile 2014 – si legge nell’interpellanza – il servizio di medicina nucleare è stato sospeso in quanto il responsabile della sicurezza dell’azienda ospedaliera ha segnalato alcune importanti carenze, tanto da rendere obbligatoria la chiusura immediata del servizio; il reparto di ematologia, che comprende la terapia intensiva e il reparto di trapianto di midollo, attende da mesi la ristrutturazione più volte annunciata; il reparto di radiologia da mesi esegue prestazioni limitate ai soli ricoveri interni, mentre per malati esterni vi sono lunghe liste con attesa di almeno 5 mesi per Tac e risonanze magnetiche; per la medicina oncologica si prevede la chiusura del reparto nel mese di novembre 2014 attraverso il trasferimento del servizio in altri ospedali della città di Roma; il pronto soccorso del Sant’Eugenio accoglie già da tempo anche le urgenze provenienti dall’ospedale CTO il quale si sta avviando sempre più ad una specializzazione solamente per la medicina d’urgenza ortopedica. Tale scelta ha sovraccaricato il pronto soccorso del Sant’Eugenio, per il quale si registrano ore di attesa per ricevere le prestazioni mediche”.

“Il governo – ha detto Abrignani in Aula replicando al governo – ha dato una serie di risposte elusive, dicendo che il Cto si vende, l’immobile verrà venduto. Vuol dire che scompariranno posti letto e che il Sant’Eugenio verrà fortemente ridimensionato diventando un ospedale per le urgenze o solo per certe tipologie di intervento. Questo era un ospedale, è un ospedale che serve una vasta area della città di Roma comprendendo il territorio di 4 municipi, oltre 250 chilometri quadrati, per una popolazione pari a circa 600.000 abitanti”.

“Ci auguriamo – ha sottolineato – che la Regione Lazio e il governo si rendano conto che ci sono 600.000 persone in quest’area di Roma che necessitano di un ospedale dove curarsi. E’ evidente che c’è un piano di riassetto, di riorganizzazione, ci sono problemi di costi che noi non sottovalutiamo, però allo stesso tempo chiediamo serietà sia alla Regione Lazio che al governo”, ha concluso Abrignani.

“Continueremo a seguire da vicino la vicenda – ha affermato il presidente Brunetta – per dar voce ai cittadini romani e per lavorare seriamente e in modo responsabile per il territorio. I servizi non possono essere tagliati con queste modalità, è indispensabile trovare soluzioni”.