“Vogliamo proporre un metodo per affrontare il nodo della riforma della giustizia. Un nodo che per ora non sappiamo come il governo intenda sciogliere. Infatti non vediamo alcun decreto o disegno di legge scritto, ma ne abbiamo solo sentito la trama in conferenze stampa e non per acta, come vorrebbe prassi costituzionale. La questione è seria. L’assenza di testi impedisce critiche e contributi. Inibisce il dibattito democratico”. Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Il metodo che proponiamo è la de-ideologizzazione della questione. Se ci mettiamo ad affrontare il tema a partire da politicizzazione, necessità di separazione delle carriere, tutela della indipendenza, eccetera, non facciamo un passo. Non rinneghiamo neanche uno iota delle nostre posizioni in materia. Ma noi crediamo che il modo per affrontare e risolvere i problemi di cui sopra, sia posporli rispetto alla risposta che darebbero tutti i comuni cittadini se interrogati sulle urgenze vere, a prescindere dalle opinioni politiche”.
“Efficienza, informatizzazione, misurabilità, qualità, responsabilità personale, merito. Insomma: trasparenza. Una trasparenza che permetta di vedere e persino palpare i risultati del lavoro dei magistrati, togliendo qualsiasi opacità, e paradossalmente garantendo in tal modo il segreto d’ufficio (sarebbe più facile capire chi lo tradisce). Se si parte da questioni pratiche, come ferie, orari di lavoro, pratiche aperte e poi magari anche chiuse in tempi congrui, si vedrebbe che spesso le altisonanti e auliche rivendicazioni di indipendenza, autonomia, e la difesa alla morte di altri nobili pennacchi sono la mascheratura pensosa, o se si vuole la dura scorza per impedire di andare alla polpa del problema giustizia, che si riduce poi ai sempiterni difetti umani di pigrizia, desiderio di privilegi, scarso rischio e buoni guadagni”.
“Una volta che si mettessero in primo piano le banali questioni che a qualsiasi lavoratore e manager tocca sopportare, e cioè il valore del proprio capitale umano non in astratto ma paragonato ai risultati, si scioglierebbero le granitiche muraglie dell’ideologia. Si capirebbe se un processo è politico oppure no, si capirebbe se una promozione è dettata da affinità ideologica, da camarille di partito, oppure per il merito”, conclude ‘Il Mattinale’.