“L’emergenza è al diapason, penetra l’animo degli italiani, semina angoscia. Non esiste alcuna dimensione della vita comune che abbia oggi un corso sereno. Questo giudizio non è il noioso canto del gufo, ma l’urlo della realtà: emergenza internazionale plurima, emergenza economica, emergenza della sicurezza. La risposta politica a questa crisi deve essere istituzionale, trasparente, senza tavoli occulti, ma di popolo, per così dire. Con potenza simmetrica alla gravità delle questioni che assillano Italia e italiani. Essa ha un nome, ma se qualcuno ne ha di migliori lo tiri fuori: coesione nazionale. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“La forma di questa coesione nazionale è un patto di consultazione stabile tra governo e opposizioni. L’emergenza è a più dimensioni: altezza, larghezza, profondità della crisi sfondano le delimitazioni disciplinari e impongono di scavalcare steccati ideologici. Soprattutto impongono, se non si vuole trattare il popolo come un bambino sprovveduto (e nel popolo ci mettiamo i suoi rappresentanti in Parlamento), di superare il metodo del sinedrio. Cosa aspetta Renzi a far propria questa idea, accettandone il metodo e stabilendo subito un appuntamento? Oggi abbiamo bisogno di decisioni forti, sostenute convintamente, mentre oggi Renzi è fragile in tutti i sensi: di forze politiche dietro di sé, mentre i poteri forti si sono stufati, e di contenuti chiari e distinti se li ha, non sa tradurli in provvedimenti accettabili anche solo formalmente”.
“A muoverci a questa richiesta di dare forma istituzionale alla coesione nazionale, con incontri tra governo e opposizione, è il medesimo senso di responsabilità che, con la guida e alla scuola del Presidente Berlusconi, ci ha fatto e ci fa essere opposizione decisa e costruttiva”, conclude ‘Il Mattinale’.