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IL MATTINALE (FI): NON TEMIAMO ELEZIONI, AMIAMO LIBERA SCELTA DEL POPOLO

 

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“Ammazza la bestia. C’è una brutta bestia tra noi. Bisogna ammazzarla senza pietà. É la sfiducia. Quieto timore nel voler affrontare l’avversario, questo sfuggire alla contesa è esattamente il contrario della lezione di Berlusconi. Da sempre, nella vita da imprenditore e poi dalla discesa in campo nella politica, mille volte è stato dato per sconfitto, addirittura per finito. Non si è mai dato alla fuga, né si è nascosto confidando nella buona creanza e nella misericordia del destino. Ha dato campo, e ha vinto. Per questo noi non dobbiamo mai avere paura di elezioni, di confrontarci con il consenso del popolo. Abbiamo questo vizio democratico di fondo. Non vogliamo presidenti del Consiglio eletti da segreti conciliaboli o riffe private. Amiamo questa cosa che si chiama libera scelta del popolo”. Lo scrive, nelle sue parole chiave, ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

“Medico cura te stesso.  Renzi vuol farci la lezioncina. Dice che la legge elettorale che ha in mente lui, e vuole imporre leoninamente, è fatta per consentire che la sera stessa del voto si sappia chi ha vinto e governerà. Ottimo. Ma non si accorge che mentre dice questa bella cosa, ci vuole arrivare attraverso la negazione dello scopo che proclama? Si comporta come uno che volesse eliminare la pena di morte dalla faccia della terra a colpi di ghigliottina o di sedia elettrica. La democrazia funzionante, pulita non può nascere da decisioni antidemocratiche, sostenute con il voto striminzito di un Parlamento la cui composizione è in radice anti-democratica, per di più agli ordini di un despota fiorentino scelto da una kermesse privata. Umiltà, figliolo.  Un Parlamento sporcato nella sua composizione dal vizio originario di un premio di maggioranza incostituzionale e con un leader di partito (Renzi) e di governo (Renzi) spudoratamente a cavallo di questo imbroglio, non può procedere a colpi di ukaz”.

“Pacta sunt servanda. Il Patto del Nazareno sanava al meglio, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, il vulnus di un Parlamento fuori legge. I due partner si riconoscevano identici quanto a dignità e forza contrattuale  e garantivano in tal modo un’ampia maggioranza nelle due Camere e nel Paese. Trovando così una soluzione di buon senso alla questione della squalificata consistenza democratica del Parlamento. La clausola decisiva su cui si regge questo Patto è che non si sarebbe usata l’arma della prova di forza parlamentare per sancire una modifica dei contenuti, ma solo l’accordo reciproco. Se no salta tutto. Ora le minacce di fare da soli non rompono un patto privato, ma sono un pugno in faccia alla democrazia, usando per cambiare le regole il Parlamento che massimamente le ha tradite nel suo stesso costituirsi. E allora?  Non abbiamo paura del voto. Neanche un po'”, conclude ‘Il Mattinale’.