“Renzi ha coscientemente, deliberatamente rotto il Patto istituzionale che da un anno ha retto il sistema, garantendo maggioranza per le riforme e di fatto maggioranza al governo nei passaggi più impervi. Quanto a contenuti, il Patto del Nazareno non comprendeva il nome del Presidente della Repubblica. Supponeva e suppone l’adesione a un metodo di condivisione delle scelte istituzionali decisive. Da partner di pari dignità. Renzi invece ha scientemente sabotato i binari di questo percorso. Il treno delle riforme è deragliato e ripartire più non può. Una mattarellata in testa è una mattarellata. E’ un fatto”. Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Renzi, cambiando radicalmente il paradigma della politica italiana, fa venir meno non solo la maggioranza istituzionale figlia del Nazareno, ma anche quella con Area popolare di Alfano e Casini (Ncd + Udc) su cui si reggeva in modo claudicante il governo. La ritrovata unità del Pd, il consenso determinante di Sel, pretenderà di imporre opzioni indigeribili a qualcosa che pur si chiama Nuovo centrodestra. E al Senato il governo non avrà maggioranza. Conseguenza: non c’è più governo. Non c’è più maggioranza. Il primo atto forte del nuovo settennato sarà: Mattarella che scioglie le Camere. Non c’è alternativa”.
“Si dice: un Presidente della Repubblica non può sciogliere per un implicito patto di riconoscenza il Parlamento che lo ha appena eletto. Diciamo la verità. A eleggerlo è stato soprattutto uno che nel Parlamento non c’è: Renzi. E che vuole fortemente proprio questo esito liquidatorio. E se Mattarella è quel Presidente assolutamente ligio alla Costituzione e alieno da interventismi, come recita il suo curriculum, constata e manda alle urne. Si vota con il Consultellum. E Renzi si divertirà un mondo a inventarsi maggioranze e alleanze, senza avere tra i piedi gli avversari interni, decimati in liste costruite nell’inner circle fiorentino”.
“Rompendo il Patto istituzionale con Berlusconi, Renzi dà soddisfazione solo apparente alla sinistra del Pd. Ma dura poco. E’ il suo modo furbo per andare a elezioni e purificare in tal modo la Ditta, in pratica facendosi dare dai rottamandi l’autorizzazione a procedere nella loro estromissione. La sinistra del Pd ci sta a farsi friggere con il proprio stesso consenso? Saranno così fessi da procedere in fila indiana, persino sorridenti, verso il luogo della loro fucilazione di massa? Forse capiscono il gioco, ma sono in un cul de sac, salvo il segreto dell’urna”, conclude ‘Il Mattinale’.