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Il Mattinale (Pdl-FI): Legge stabilità, “Riforma tassazione immobili”

 

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“L’impegno preso dal governo Letta al momento dell’insediamento fa riferimento a una riforma complessiva della tassazione degli immobili”. È quanto scrive “Il Mattinale”, la nota politica redatta dallo staff del gruppo parlamentare del Pdl-Forza Italia della Camera dei deputati.

 

“Stando agli accordi con il governo, tale riforma deve portare, all’interno di un prelievo complessivo sugli immobili di 44 miliardi di euro, un gettito dall’imposizione sulla casa pari a 20-21 miliardi”.

 

“Cronistoria: nel 2012, il gettito totale realizzato con l’Imu di Monti (prime + seconde case, inclusi gli aumenti dei Comuni) è stato pari a 23,7 miliardi di euro; nel 2013 la riduzione del carico fiscale sulla casa, grazie alla nostra iniziativa di abolizione dell’Imu sull’abitazione principale e sui terreni e fabbricati agricoli, sarà pari, se anche la seconda rata sarà cancellata, a circa 20 miliardi di euro; nel 2014, dobbiamo puntare a un gettito complessivo di 20-21 miliardi massimo”.

 

“Le risorse necessarie al fine di consentire ai Comuni di eliminare l’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati agricoli, pertanto, ammontano a 3-4 miliardi a regime. La via individuata per la realizzazione dell’obiettivo prevede la piena implementazione del modello di Imu “federale”, come approvata nella scorsa legislatura nell’ambito del Federalismo fiscale”.

 

“Caratteristiche: è esclusa la prima casa; è riscossa direttamente dai Comuni; sostituisce la componente immobiliare di Irpef e relative addizionali; con riferimento alla tassazione dei servizi indivisibili, non è prevista la maggiorazione di 0,30 centesimi per mq”.

 

“Coperture: impegnare il Governo ad adottare concretamente il modello dei costi e fabbisogni standard della sanità entro il termine perentorio del 15 gennaio 2014; qualora tale termine non venga rispettato, spetterà al Presidente del Consiglio, nei 30 giorni successivi e con efficacia immediata, l’adozione del decreto utilizzando come modello di riferimento, tra le 5 individuate, le 2 Regioni che abbiano ottenuto il punteggio più alto nella valutazione risultante dal Tavolo di verifica degli adempimenti regionali”.

 

“Seconda proposta: adozione dei costi standard anche sui beni e servizi acquistati dai Comuni e aggregazione di funzioni tra i Comuni per livelli minimi di bacino di utenza e/o liberalizzazione-privatizzazione delle utilities (per esempio, drastica riduzione/aggregazione delle società di trasporto pubblico locale in funzione di costi standard definiti dalla Autorità dei trasporti). Stima prudenziale solo dei primi risparmi: 2,5 miliardi”.

 

“Clausola di salvaguardia (se Comuni e Regioni non procedono): taglio dei trasferimenti e commissariamento”.