“L’amico Salvini, forse, fa un po’ di confusione. Non è che con la sua proposta di referendum abrogativo della parte proporzionale del Rosatellum possa ottenere una legge elettorale che garantisca la governabilità. Anzi, è molto probabile che se mai passasse (penso di no perché sarà inammissibile) un referendum del genere, noi avremo 630 collegi uninominali alla Camera e 315 al Senato, e si formeranno maggioranze casuali collegio per collegio, con il risultato di non garantire, in nessuna maniera, la governabilità.
Il maggioritario puro non garantisce, quindi, che chi prende un voto in più governa. Forse Salvini non sa che le leggi regionali, che lui cita come modello e che sono attualmente in vigore, sono tutte proporzionali con un premio di maggioranza. Quindi, quando lui fa riferimento alle Regioni, dove chi prende un voto in più governa, fa riferimento ad un sistema proporzionale con premio di maggioranza.
Per favore, bando alla propaganda e bando alle chiacchiere: le leggi elettorali sono cosa troppo seria per farle fare a improvvisati referendum abrogativi. O son cosa troppo seria per farle fare sull’onda di consensi popolari del momento per conquistare una facile egemonia. Le leggi elettorali sono quelle leggi che trasformano i voti in seggi e vanno fatte con attenzione, oculatezza, equilibrio e, soprattutto, in Parlamento, auspicabilmente con l’accordo di maggioranza e opposizione, non a colpi di referendum, non a colpi di propaganda”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.