“‘Il D-Day per lo sbarco della manovra italiana a Bruxelles è arrivato’. Questo il titolo del Financial Times per commentare l’invio del Draft Budgetary Plan da parte del Governo alla Commissione Europea per il relativo giudizio sui conti pubblici italiani. L’obiettivo del Governo populista Lega-Cinque Stelle, scrive il quotidiano della City, è quello di scardinare le regole europee sulla finanza pubblica dei Paesi membri, proponendo un programma economico finanziato tramite deficit, non in linea con il percorso di aggiustamento dei conti pubblici concordato con Bruxelles. Il fatto di aver messo una soglia deficit/Pil al 2,4% per il 2019 e di aver gonfiato le stime di crescita del Pil per il prossimo triennio, non ha sorpreso la grande stampa internazionale, che ormai ha capito che la vera intenzione di Matteo Salvini e Luigi Di Maio è quella di non voler collaborare in alcun modo con i funzionari europei ma, anzi, quella di provocarli insistentemente in vista delle prossime elezioni europee. Di questo ne è convinta anche l’emittente americana CNBC, che dedica l’apertura del sito alla “impenitente Italia che getta il suo guanto di sfida a Bruxelles sulla spesa pubblica” e alle dichiarazioni dei leader di Governo che si sono detti “estremamente felici” del piano di aumento di spesa assistenziale. L’articolo di Holly Ellyatt scrive però che starà alla Commissione Europea accettare la manovra oppure no, lasciando intendere che un rigetto da parte dell’Europa sia molto probabile.
A Bruxelles c’è evidente preoccupazione per il guanto di sfida lanciato apertamente da Matteo Salvini e Luigi Di Maio all’establishment europeo, tanto che il responsabile economico della UE, Pierre Moscovici, ha deciso di recarsi in Italia settimana prossima per incontrare il ministro dell’Economia Giovanni Tria e, soprattutto, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel delicato tentativo di convincerli ad abbassare la soglia del deficit. Nel caso anche questo tentativo fallisse, la Commissione non avrebbe altra scelta che bocciare la manovra, cosa che dovrebbe avvenire entro le prossime settimane, considerato l’elevato scostamento iscritto nel Draft. La bocciatura della manovra coinciderebbe temporalmente poi con i giudizi da parte delle agenzie di rating Moody’s e Standard and Poor’s, che si esprimeranno entro la fine del mese. L’abbassamento del rating da parte di queste due agenzie sarebbe una catastrofe per i nostri titoli di Stato, che ormai hanno raggiunto rendimenti massimi degli ultimi quattro anni. Un aumento che sta mandando al tappeto le banche italiane, perché il loro capitale sta scendendo sotto la soglia minima prevista dalla regolamentazione europea, con il conseguente bisogno di ricorrere a nuovi apporti di capitali. Una nuova ondata di salvataggi bancari potrebbe quindi abbattersi presto sul Governo, che di questa crisi è la sola ed unica causa”.