La legge elettorale è stata approvata alla Camera dei deputati lo scorso 12 marzo. Da quel momento è stata insabbiata al Senato per volere di Renzi e della sua maggioranza di governo. E adesso misteriose fonti del Partito democratico accusano Forza Italia di voler fare melina… Melina a chi? Spudorati.
Cari compagni del Pd, non sarebbe forse il caso di smetterla con le minacce e gli insulti, con metodi sovietici e a bassissimo tasso di trasparenza?
I fatti e la storia dimostreranno che in questa vicenda la malafede e la confusione è tutta interna a Partito democratico, al suo segretario/premier Renzi e alla traballante maggioranza che tiene a galla questo moribondo governo.
Per non parlare delle 17 modifiche al Patto del Nazareno imposte, in modo leonino, sempre dal Presidente del Consiglio: dai contenuti alla tempistica della riforma della legge elettorale e di quella del bicameralismo paritario.
Ma noi solleviamo un ulteriore problema. Il problema. Quello principe, che dovrebbe essere il primo punto all’ordine del giorno di ogni azione del governo e del Parlamento. Le emergenze del Paese, caro Presidente Renzi, non c’entrano con il Renzicum e il Senaticum.
La vera emergenza è quella dell’economia, della crisi che non accenna ad attenuarsi e che continua a mordere i fianchi delle famiglie e delle imprese italiane.
Ci si dovrebbe occupare di questo, prima di ogni altra cosa. Bene le riforme, ma che ce ne facciamo di un nuovo assetto istituzionale e di un nuovo sistema di voto se intanto il Paese profonda nello sconforto e nella povertà.
Ci piacerebbe che per una volta Renzi e il suo governo guardassero in faccia la realtà senza fuggire dalle loro responsabilità politiche e istituzionali. Cosa hanno fatto per contrastare la crisi? Hanno dato 80 euro ai lavoratori dipendenti… Pannicelli caldi che non cambiano il verso di questo disastro.
Serve una RIVOLUZIONE LIBERALE FISCALE. Il nostro grido di battaglia. Il nostro programma. Il Dna di Forza Italia: meno tasse, meno tasse, meno tasse. Su famiglie e imprese.
Subito FLAT TAX con aliquota unica al 20%, stop alle imposte sulla prima casa. Solo con il coraggio delle sfide rivoluzionarie si può tentare di invertire la rotta.
Con sullo sfondo, ma non troppo, l’elezione del prossimo Capo dello Stato. Solo una figura condivisa potrà garantire al Paese un futuro roseo e prospero. Non accetteremo imposizioni o colpi di mano.
Dialogo sì, ma a testa alta e con pari dignità.