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RIFORME: IL MATTINALE (FI), URGENZA VERA E’ ECONOMIA, NON INGOLFARE PARLAMENTO

 

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“Renzi vorrebbe, se possibile, farsi prestare Star Trek dal capitano Kirk. “Andremo velocissimi” dice dopo l’incontro al Quirinale. E la stessa fretta del diavolo mescolata a paura di non farcela, brilla negli occhi della ministra Boschi. Che significa?”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

 

“Il Presidente della Repubblica rifiuta il giochino di Renzi.  Il quale – secondo autorevoli lettori delle vicende del Colle – lo aveva implorato di spostare a maggio, cioè all’inaugurazione dell’Expo di Milano, o almeno al 17 marzo, festa dell’Unità d’Italia, le sue dimissioni. Napolitano intende invece procedere in modo nobile, alto, alla sua uscita dalla scena politica, e dunque non ha alcuna intenzione di modulare le sue scelte esistenziali sulla base delle fregole di potere di Renzi”.

 

“Dinanzi alla volontà del Capo dello Stato di non lasciarsi strumentalizzare, Renzi mostra di voler bruciare i tempi della riforma della legge elettorale e di quella costituzionale riguardante Senato e Titolo V.  Vuol farlo a costo di utilizzare la minaccia di “andare avanti da solo”? E dunque utilizzando l’arma del colpo di mano di una risicata maggioranza “incostituzionale”?”

 

“Il Quirinale ha lanciato un anatema contro questa possibilità. Ampio arco di forze. Preoccupazione delle diverse forze politiche. È insomma una benedizione del metodo del consenso reciproco.Questo implica una conseguenza: un calendario che consenta di rispettare la via maestra del largo consenso, trovando punti di convergenza accettabili. Tutto questo va contro “i tempi velocissimi” che Renzi vuole imporre leoninamente alle Camere. Che cosa nasconde questa fretta? Il sentirsi svincolato da questo medesimo metodo per l’elezione del Capo dello Sato?”.

 

“Esiste un’emergenza economica assai più urgente di una legge elettorale e di una riforma costituzionale che varranno per la prossima legislatura, allorché, se non si porranno rimedi alla crisi che investe l’Italia, forse non ci sarà un’Italia da governare, perché ci penseranno da fuori. La morale. Ingolfare Camera e Senato di riforma istituzionale e legge elettorale? Non ci stiamo. Prima l’elezione di un Capo dello Stato di garanzia, poi legge elettorale e riforma costituzionale. Altrimenti rompiamo il giochino”, conclude ‘Il Mattinale’.