Socialize

UE: BRUNETTA, “DA COUNTRY REPORT DE PROFUNDIS PER L’ITALIA”

 

commissione europea

 

“Il Country Report della Commissione Europea sul nostro Paese è semplicemente impietoso. L’Italia è dipinta, infatti, come un Paese eccessivamente indebitato, poco produttivo, con elevata disoccupazione e pressione fiscale, bassi investimenti e nessun progresso sulle riforme. Molto negativo il giudizio sulla sostenibilità dei conti pubblici e sulla politica economica del Governo, reputata addirittura dannosa dai funzionari di Bruxelles. Dannosa la quota 100, che mette a rischio la sostenibilità del debito pensionistico, controproducente il reddito di cittadinanza, anche per l’assenza di una pubblica amministrazione e di centri d’impiego in grado di implementarlo a dovere. “La manovra per il 2019 prevede misure di politica economica che annullano progressi di importanti riforme precedenti, in particolare in tema di pensioni, senza comprendere provvedimenti che favoriscano la ripresa del potenziale di crescita”, si legge testualmente nel rapporto. Difficili anche le condizioni finanziarie, con rendimenti sovrani più elevati di quelli della media degli altri paesi europei, forte contrazione dei mercati azionari e peggiorate condizioni di prestito alle imprese da parte delle banche.

Il rischio per le finanze pubbliche riguarda già quest’anno, dal momento che il deficit pubblico, secondo la Commissione, aumenterà ben oltre la soglia del 2,0% concordata con il Governo a dicembre, e sarà ancora maggiore nel 2020, nel caso il Governo non facesse scattare l’aumento delle aliquote IVA, una misura che vale ben l’1,2% del Pil. Il deficit pubblico è quindi fuori controllo, in assenza di un intervento correttivo significativo da parte del Governo, che potrebbe già arrivare questa primavera. Peggio ancora va per il debito pubblico, che non è atteso scendere nei prossimi anni, considerando anche che i proventi da privatizzazioni promessi dal Governo, pari all’1,0% del Pil, sono ritenuti del tutto “irrealistici” da Bruxelles. Il rapporto debito/Pil dovrebbe quindi rimanere sulla soglia elevata del 132,0%, a patto che il Tesoro faccia scattare le clausole di salvaguardia sull’aumento dell’IVA. In assenza di quelle, il rapporto aumenta ancora di più.

La Commissione reputa che l’Italia sia addirittura un possibile fattore di contagio per gli altri Paesi dell’eurozona, considerando i suoi forti legami commerciali con gli altri Paesi europei. Per ripararsi da questo, la Commissione fa presente come gli investitori internazionali abbiano ridotto la loro esposizione nei confronti dei titoli di Stato italiano, mentre gli istituti di credito l’hanno aumentata, con il rischio di subire delle ulteriori svalutazioni dei loro portafogli titoli.

La Commissione riaggiornerà il suo giudizio a primavera e lascia intendere che la richiesta di manovra correttiva verrà fatta a breve. Il tono utilizzato nel documento è, evidentemente, molto crudo e la cosa non stupisce, considerando gli ormai degradati rapporti tra Roma e Bruxelles. Evidentemente, adesso sono i funzionari europei che vogliono andare fino in fondo alla questione dei conti pubblici italiani, con l’evidente obiettivo di commissariare l’Italia per imporgli misure di segno opposto a quelle fatte dal Governo Conte. Questo scontro non potrà che portare altre tensioni sui nostri mercati finanziari e, di nuovo, sull’economia reale”.