“#referendum #Renzi È strano ma significativo il caso della rilevazione della casa di sondaggi Demopolis sul referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Secondo Demopolis, il Sì avrebbe conquistato 2 punti percentuali in 10 giorni spinto dall’effetto ‘Obama e Legge di Bilancio’. Niente di più falso, sia perché l’invasione mediatica e gli effetti speciali di Renzi delle ultime settimane non hanno prodotto alcun risultato, sia perché sono dati in controtendenza con le rilevazioni di tutte le altre case di sondaggi”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“La domanda sorge spontanea: come possono i Sì guadagnare 3,5 punti percentuali in 3 mesi, segnando un andamento in controtendenza con quello rilevato da tutte le altre case di sondaggi? La rilevazione condotta da Demopolis utilizza un trucco: viene spacchettato il quesito nel ‘questionario di rilevazione’, ossia vengono poste 5 domande, 5 come i punti del quesito truffa, che incontrano il favore (3 su 5) dei possibili elettori intervistati.
E questo non è l’unico caso di imbroglio nei sondaggi. Come avevamo già scritto anche la rilevazione del 7 ottobre di Piepoli per ‘La Stampa’ utilizza un escamotage. Il 5 settembre il giornale torinese pubblicava una rilevazione che dava il ‘no’ al 51% e il ‘sì’ al 49%. Il 7 ottobre, un mese dopo, altro sondaggio, sempre di Nicola Piepoli: i ‘No’ al 54%, i ‘sì’ al 46%. Qualsiasi giornalista avrebbe titolato: ‘Crescono i No’, ‘Sì in picchiata’, ‘Il No aumenta il vantaggio: da +2 a +8’. Niente di tutto questo. ‘La Stampa’ titolò in prima pagina: ‘Riforma Costituzione, rimonta il Sì’. E poi, a pagina tre: ‘Sorpresa referendum, il Sì in rimonta’.
Come ha giustificato ‘La Stampa’ questa assurda titolazione? Il sondaggista Piepoli ha diviso in modo arbitrario il quesito referendario in 8 sotto-quesitini, e nella sotto-rilevazione è emerso che, testuale, ‘ben 6 ottengono la maggioranza assoluta dei ‘sì’, e solo 2 ottengono una netta sconfitta, cioè un ‘no’ da parte degli elettori’. In poche parole hanno preso il quesito truffa del referendum e l’hanno trasformato in 8 quesitini super truffa da somministrare agli intervistati. E ‘La Stampa’, ignorando il 54-46 del sondaggio, il clamoroso +8, titolava in prima pagina che il ‘Sì rimonta’. Un vero e proprio depistaggio da parte del quotidiano torinese.
Sia Piepoli che Demopolis imbrogliano le carte. Invece di segnalare la tendenza costante (i NO aumentano rispetto ai Sì) oscurano il dato principale (No in vantaggio sui Sì) a favore di un esercizio che di scientifico-statistico-demoscopico non ha nulla: lo spacchettamento del quesito referendario nel questionario di rilevazione. Lo spacchettamento è un imbroglio giuridico e demoscopico. Il quesito è uno e quindi la domanda del sondaggio deve essere una fin dall’inizio e non alla fine, dopo aver fatto domande parziali, fuorvianti e ingannevoli. Fare diversamente è imbrogliare. Che pena. Imbrogliare nei sondaggi non servirà a nulla, gli italiani il 4 dicembremanderanno a casa Renzi e il suo governo”, conclude Brunetta.