“La traversata del deserto ha due protagonisti: Mosè e il suo popolo. Non esiste uno senza l’altro. Forza Italia è questo popolo e questo leader, e viceversa. Sarà un’anomalia rispetto a tutti gli altri partiti e alla storia politica italiana, ma è una meravigliosa anomalia che ha salvato l’Italia, nel 1994 e per vent’anni, da una deriva verso un comunismo che di post aveva solo l’intestazione buona per i gonzi e per occupare vecchie e nuove casematte del potere. Negli ultimi anni, questa benedetta anomalia berlusconiana è stata l’unica barriera frapposta al IV Reich, invasivo e dominatore sull’onda della crisi economica e finanziaria”. Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Berlusconi (e il suo popolo) ha pagato e sta pagando il coraggio della tutela data agli interessi nazionali rispetto al servilismo golpista della sinistra e dei suoi surrogati pseudo centristi. Oggi Forza Italia è l’unico spazio realistico e propositivo di alternativa all’egemonia dei poteri forti che hanno optato per Renzi, dopo aver promosso un falso derby tra il Partito democratico e i Cinque Stelle”.
“Prima ancora del nemico alle spalle che ci vuole inghiottire, c’è un sacco di gente là fuori. Fuori da tutto, lontana dalle scelte. Quella lì è gente a cui solo noi siamo in grado di proporre una speranza realistica”.
“Ora il compito è di restituire la voglia di fidarsi e di partecipare a una folla sterminata. Gli astenuti sono stati 21.671.205, le schede nulle o bianche rappresentano 1.542.352 elettori. In totale abbiamo 23.213.557 elettori non rappresentati cioè oltre il doppio degli 11.203.231 voti incassati da Renzi. Dobbiamo radunare intorno alle nostre tende di viaggiatori verso la libertà e la prosperità dell’Italia, prima ancora che sigle di partiti dell’area di centrodestra, questa folla che solo apparentemente è anonima, ma è fatta di nomi, cognomi, di pulsanti di citofoni, numeri di telefono, storie e vita vera. Questo popolo che si è sentito abbandonato, non si riconosce più in nessuna bandiera, attratto non da altri profeti, ma deluso dalla politica in quanto tale”.
“La traversata del deserto ha bisogno di un cantiere viaggiante. Che costruisca l’idea di un nuovo mondo incontrando nel lavoro quotidiano persone, realtà sociali, categorie. Le tappe di questo viaggio saranno i congressi ad ogni livello. Sul resto, ci sentiamo presto”, conclude ‘Il Mattinale’.