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IL MATTINALE (FI): OCCIDENTE IN GALLES DECIDE SUO FUTURO, SERVE SPIRITO PRATICA DI MARE

 
pRATICA DI MARE
“Le decisioni di Draghi sono ottime. Le risposte di Renzi devono essere all’altezza. Cento giorni per le riforme invece di mille. Ma se si aprono due fronti di guerra, fredda e calda, di sanzioni reciproche e terrore interno, qualsiasi riforma si faccia, l’abisso è garantito”. Lo scrive “Il Mattinale” (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Il nostro sguardo è puntato sul Galles. Nei pressi di Cardiff, a Newport, si tiene il vertice della Nato. Si devono prendere decisioni su due temi cruciali: il conflitto nell’Ucraina sud-orientale e la guerra che il jihadismo ha dichiarato all’Occidente. La questione delle questioni ha un nome: la Russia”.
“Non possiamo permetterci di ripristinare il muro tra Est e Ovest. La Russia ha da sempre esercitato un ruolo egemone e imperiale. Non è con le sanzioni e con i muri che si trova un ordine mondiale che compenetri diritti e interessi di tutti. Occorre trovare punti di mediazione ben consapevoli che la Russia non accetterà mai di essere circondata da missili puntati in via preventiva su Mosca e con capitali legate da vincoli storici diventate improvvisamente ostili sotto ogni aspetto. La posizione in particolare di Renzi e della Germania, al di là delle dichiarazioni di facciata, sembra resistere alle pressioni di Obama e Cameron. La pressione di Renzi e Mogherini, forti dell’abito istituzionale oggi rivestito, dev’essere per il ripristino dello spirito di Pratica di Mare”.
“Che cosa sia stata Pratica di Mare lo spieghiamo in una scheda, e del resto lo stiamo ripetendo come la goccia cinese da settimane. Includere la Russia, non escluderla. E c’è chi, tra i past President, per dirla all’americana, è in grado di proporre un adeguato posto a tavola a Putin, garantendogli credibilmente che non gli metteranno veleno nella minestra. Renzi proponga Berlusconi come mediatore di pace e di nuova partnership”.
“La sfida più grave, di lungo periodo, dev’essere riconosciuta e indicata senza sfumature. È quella che ha oggi il fronte principale in Siria ed Iraq, ma si gioca lungo tutto il Mediterraneo ed ha fronti interni in ogni Stato, America e Russia comprese. Sarebbe miope giocarsi da soli la partita contro l’Islam invasore, facendosi guerra fredda o calda e dunque indebolendo il fianco al coltello seghettato del Califfo. La guerra di religione (ha ragione Giuliano Ferrara) che l’Islam ci ha dichiarato necessita di una risposta violenta. Un conto sono le persone con cui dialogare e con cui incontrarsi, altra cosa i regimi: ed oggi l’Isis e il qaedismo sono regimi del terrore. Con tutti i distinguo del caso, e senza illusioni, notiamo che Ezio Mauro dedica una lunga riflessione sul tema delle crisi in corso, e conclude con una osservazione che potrebbe essere messa sul tavolo davanti a Putin. ‘… l’Occidente oggi va difeso, con ogni mezzo, da chi lo condanna a morte. Anche Vladimir Putin dovrebbe riflettere sulla sfida islamista, domandandosi per chi suona la campana, magari recuperando negli archivi del Cremlino la lettera che l’ayatollah Khomeini scrisse all’ultimo segretario generale del Pcus nel gennaio del 1989: ‘È chiaro come il cristallo che l’Islam erediterà le Russie’”, conclude “Il Mattinale”.