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IL MATTINALE (FI): TRA IL 2014 E IL 2015 BUCO DA 50 MLD, PREPARATEVI AL PEGGIO

 

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“Quanto pagheremo tra la fine del 2014 ed il 2015? I dati sono ancora ballerini, ma il totale – intorno ai 50 miliardi – è da capogiro. Se le cose non cambieranno preparatevi al peggio”. Lo scrive “Il Mattinale” (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

“Il governo ha presentato il bilancio d’assestamento per il 2014. Documento richiesto dalle procedure di bilancio. Prevede una riduzione del gettito fiscale, rispetto alle previsioni d’inizio anno, per oltre 3,5 miliardi di euro. La valutazione sembra essere ottimistica. Il vero buco è dato dall’esclusione, nei conti, del bonus degli 80 euro e dalla riduzione dell’IRAP. Se si considerano queste poste lo sbilancio aumenta di gran lunga. Al lordo delle possibili ed incerte coperture, l’onere complessivo è di oltre 6,5 miliardi”.

“Al tempo stesso i dati dimostrano una crescita della spesa complessiva di circa 7 miliardi (più 1,4 %) compensata da un risparmio negli interessi di circa 4 miliardi. Un tesoretto già scontato, che difficilmente potrà essere impinguato a fine anno”.

“Fin qui il quadro che si riferisce solo al bilancio dello Stato. Su questo terreno, già scivoloso, si abbatteranno quindi i risultati di una finanza locale che non naviga certo in buone acque. E’ pertanto prevedibile che quando l’ISTAT, sotto l’occhiuta vigilanza di EUROSTAT, farà i conti ad agosto, l’asticella del 3% sarà abbondantemente superata, sempre che non si intervenga prima con una manovra correttiva. Di quanto? Qui viene il difficile. Il tendenziale, vale a dire la proiezione dei dati di bilancio, incorpora ipotesi di economia di cui, ancora oggi, non si vede traccia. Mancano all’appello 4,5 miliardi di spending review e ben 11 di privatizzazioni. Senza contare poi il rifinanziamento delle cosiddette spese emergenziali: tra cui la CIG e le missioni militari all’estero”.

“Per il 2015 le cose stanno ancora peggio. A parte i 3 miliardi per l’IRAP, già decisi con le coperture che abbiamo detto, vi sono altri 11 miliardi di privatizzazioni da recuperare e ben 17 di spending review. E se questo vi pare poco, sommate i 10-15 miliardi che servono per trasformare il semplice bonus di 80 euro in una misura di carattere strutturale. Non osiamo tirare le somme, per non rovinarci la giornata. Tanto più che quel tasso di crescita (pari all’1,3% nel 2015) previsto nei documenti governativi è una chimera. Se proprio non riuscite a trattenere la curiosità prendete pure la calcolatrice e fate le somme. Ma prima di tentare l’operazione è bene assumere un tranquillante. Le due manovre, sommando il 2014 e il 2015, si collocano intorno ai 50 miliardi, variamente distribuiti”, conclude “Il Mattinale”.