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IMU AGRICOLA. Dopo l’ok della Camera, l’Imu agricola è legge. Si può pagare entro fine marzo. Gli agricoltori (giustamente) protestano

 

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A nulla sono valse  le numerose rimostranze da parte di agricoltori e sindaci. Con l’ultima approvazione del provvedimento sull’Imu agricola alla Camera, il decreto è stato convertito in legge. Dunque, la tassa sui possedimenti agricoli si paga. Con ipotesi nefaste per il settore agricolo, già in debito d’ossigeno da quando la crisi ha investito l’Europa.

 

 

La tassa è una vera e propria patrimoniale mascherata, che graverà sull’intero settore primario e sul settore del lavoro in generale. Per alcune aziende equivale a sopportare costi esorbitanti, per altre aziende costi insostenibili e quindi a fallire.

 

 

Inutile girarci intorno. L’Imu agricola è un balzello pensato male e realizzato peggio. E’ una tassa che va cancellata o, quantomeno, modificata. Tutte le imposte sugli immobili, in questo determinato periodo storico, rappresentano un freno imperdonabile alla ripresa del Paese. 

 

 

La crisi degli ultimi anni ha dilaniato il Paese e il settore agricolo ne ha risentito più di altri.

 

 

L’Imu agricola non è altro che un trascinamento dell’inspiegabile politica di ipertassazione sugli immobili messa in pratica dal governo Renzi, sulla falsariga dei precedenti esecutivi Letta e Monti. Una triplice intesa nefasta per le sorti della nostra economia.

 

 

La situazione è stata fotografata bene da Mario Abbruzzese, vice presidente della Commissione Attività produttive ed Agricoltura:

 

 

“Gli agricoltori e gli allevatori di tutta Italia protestano giustamente in tutte le piazze contro l’Imu, considerata una vera e propria patrimoniale sui possedimenti agricoli. Una tassa iniqua imposta dal governo per racimolare soltanto 350 milioni di euro che andranno a coprire gli oneri del famigerato bonus o provvedimento spot, degli 80 euro. Come ho sempre sostenuto è importante che tutte le realtà istituzionali, in primis i sindaci, facciano sentire la propria voce per rivendicare la totale esenzione per i terreni agricoli.

 

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Le tasse sulle immobili sono l’àncora che impedisce la ripresa dell’economia italiana. La spirale recessiva degli ultimi anni ha depauperato del patrimonio la maggioranza degli italiani e a maggior ragione il governo aveva ed ha il dovere di sgravare i suoi cittadini da una tassazione così invasiva. 

 

 

Il ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan,  si  è dichiarato  contento di aver confermato il gettito del 2012,  23,8 miliardi di euro, anno nero dell’Imu di Mario Monti. Contento lui, scontenti tutti. Basterebbe fare lo stesso confronto con il  2011 (governo Berlusconi), anno in cui vigeva ancora l’esenzione della tassa sulla prima casa, per dare l’esatta lettura a questi dati: 9,2 miliardi di gettito nel 2011 contro i 23,8 del 2014: 14,6 miliardi in più!

 

 

Il motivo è presto detto: la nostra economia deve ammortizzare il bonus degli 80 euro introdotto nel 2014 e per farlo attinge a tutti i settori. Come si dice: le promesse di ieri sono le tasse di oggi.

 

 

Danilo Stancato

 

 

Twitter: @DaniloStancato®