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Brunetta: Ue, “Da nascita euro Germania punta a impadronirsene”

 
 
 
“«Il settore bancario italiano resta esposto al rischio sovrano». Un passaggio all`apparenza innocuo dell`ultimo report della Commissione europea sull`Italia è in realtà il preludio all`attuazione della «proposta Schäuble», vale a dire quella di mettere un tetto all`ammontare di titoli di Stato che le banche dell`Eurozona possono avere in portafoglio. La cosa è passata inosservata, anche se non è altro che il pericoloso perfezionamento di un percorso egemonico che porterà la Germania ad impadronirsi dell`Europa”. Lo scrive Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un editoriale pubblicato da ‘Il Giornale’.
 
“Progetto egemonico portato scientificamente avanti già dalla nascita dell`euro. Da quel momento, i governi tedeschi che si sono succeduti hanno avuto questo obiettivo: fare adottare il marco a tutte le province dell`Impero europeo. Poco conta che il marco cambiasse nome in euro, tanto il centro del comando doveva rimanere a Berlino. E tutto ciò si è realizzato attraverso la grande, straordinaria costruzione dell`Unione europea degli ultimi vent`anni, con la crisi economica del 2008 ad accelerare il processo. I popoli, le democrazie hanno progressivamente finito per contare poco o nulla”.
 
“Al contrario di quello che si pensa, i Trattati dell`Unione europea non sono immodificabili. O meglio, da Maastricht in poi la loro filosofia è stata sempre stravolta senza alcuna remora, nel disprezzo delle regole e dei principi di imparzialità, condivisione e democrazia su cui erano stati incentrati. Il tutto, ovviamente, per raggiungere l`obiettivo dell`egemonia tedesca. Basti solo pensare che il grande Trattato di Maastricht prevedeva che gli Stati che non rispettavano i «paletti» in esso contenuti non dovessero realizzarli attraverso un piano di rientro a tappe forzate, che avrebbe richiesto misure di politica economica restrittive, bensì adottando politiche virtuose che comportassero miglioramenti progressivi. Ebbene, nel 1997 il Trattato è stato modificato proprio in questo punto fondamentale, introducendo il «sangue, sudore e lacrime» in Europa”. 
 
“Ma, attenzione: non attraverso un nuovo Trattato, bensì attraverso dei Regolamenti, che non necessitano di alcun via libera popolare, diretto o indiretto per via parlamentare. E così è stato anche con il six pack (5 Regolamenti e una Direttiva del novembre 2011), il fiscal compact (di marzo 2012, anch`esso di rango inferiore rispetto a quello di Trattato) e il two pack (altri due Regolamenti di maggio 2013)”, conclude Brunetta.