“Terza domanda. Il governo italiano a parole è il meno anti-russo nel quadro dell’Unione Europea, ed ha auspicato, anche su nostra spinta, formalmente la fine delle sanzioni. Ma si è fermato lì. Non è andato oltre”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio dopo l’informativa del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, sulla Libia.
“Com’è la posizione del governo italiano rispetto alle sanzioni alla Federazione Russa, stante l’esigenza di avere nella coalizione internazionale l’alleanza della Federazione Russa sotto l’egida dell’Onu? Non ho capito quale sia la posizione de governo italiano in sede europea”.
“Quarta domanda. Profughi e Turchia. Il fallimento dell’Ue sul tema dei profughi pare si sia stabilizzato su una posizione alquanto indecente. Noi non possiamo fare nulla semmai paghiamo qualcun altro che faccia il lavoro oneroso dell’accoglienza dei profughi. E paghiamo 3-6 miliardi alla Turchia perché svolga questo lavoro. L’Ue ha fallito e paga qualcun altro per fare questo lavoro. Qual è la posizione del governo italiano? E’ quella che suona bene, quella che dice porremo il veto se la Turchia non ripristina la libertà d’opinione? Mi sembra una posizione giovanilistica, che suona bene ma che non ha alcuna sostanza politica. Davvero il suo governo pensa di cavalcare con la demagogia questa crisi?”, si è chiesto Brunetta.