“La questione europea è certamente centrale, presidente Renzi, ma forse le è sfuggito in questa sua introduzione qui in quest’aula un riflesso psicanalitico: lei ha usato più volte ‘un pochino di più’. Non la rimprovero del lessico, però oggi non è il tempo del pochino di più, non è il tempo del pochino di più di crescita, non è il tempo del pochino di più di investimenti, non è il tempo del pochino di più di Europa politica, non è il tempo del pochino di più di ascolto dei popoli. Non gliene voglio per questa sua scivolata semantica”.
Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo in Aula a Montecitorio dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno.
“La invito oggi, a Berlino, a non usare il lessico del ‘pochino di più’ e mi rivolgo a lei da economista in questo momento. Tra le tante cose che si potrebbero evidenziare in un menù delle cose da fare, io gliene indico una sola: quella della crescita, quello della reflazione. Vede, non è possibile che in otto anni di crisi la Germania abbia accumulato un surplus insopportabile, danneggiando tutti gli altri paesi dell’euro e non solo. Non è pensabile che la Germania possa costruire la propria crescita economica, la propria felicità politica, economica, finanziaria sull’infelicità degli altri, e questa simmetria, signor presidente del Consiglio, che è nei trattati, purtroppo, per cui il deficit viene demonizzato e il surplus viene tollerato, questo a mio modo di vedere è all’origine del fallimento di questa fase della costruzione dell’Unione europea”.
“Oggi una cosa deve chiedere in quel vertice di Berlino, che la Germania reflazioni, reflazioni al più presto. Reflazionare vuol dire immettere sulla domanda dell’’Europa, dell’eurozona, 150, 200, 250 miliardi di euro l’anno, che è il surplus dell’economia tedesca. Così il tasso medio della crescita dell’Unione potrebbe crescere di un punto aggiuntivo, dando un segnale fortissimo, di forza, di coesione, di solidarietà vera, reale. E insieme a questo non ‘un pochino di più’ di investimenti, non i 300 finti miliardi del piano Juncker, ma, dati i tassi di interesse che sono vicini allo zero, servirebbe un New Deal di investimenti da decidere subito”.
“Ecco, due cose: mille miliardi di investimenti, un New Deal, e la reflazione tedesca. Questa è la risposta da dare, subito, all’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, per una ripartenza, per far meglio le cose che i nostri padri, Spinelli, Rossi, Hirschman, volevano a Ventotene”, ha concluso Brunetta.