“Nessuna mia conversione sulla via della Brexit. L’opposizione al governo Renzi di Forza Italia e mia resta dura e senza sconti. Il fatto è che per una volta il premier si è presentato alla Camera senza atteggiamenti arroganti e dicendo alcune cose vere e oneste sulle ragioni della crisi europea. Noi non siamo gente del tanto peggio tanto meglio”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Dubbio”.
“La Gran Bretagna è una potenza nucleare, è l’alleato privilegiato degli Stati Uniti d’America. La Germania vuole porsi come l’interlocutore unico politico ed economico in rappresentanza di tutti i 27 Paesi. La Merkel ha esautorato la Commissione e si è posta come leader indiscusso che impone le proprie linee agli altri Paesi. In questo caso riconosco però che non precipitare il divorzio è saggezza. Si può divorziare restando buoni amici, senza farsi reciprocamente del male. E in taluni c’è un atteggiamento invece stupidamente di rivalsa, per assolvere se stessi, colpevolizzare un popolo e dare un segnale di spavento a chi fosse tentato di seguire l’esempio dei britannici. Puerile”
“Al Senato Renzi ha usato una formula di sant’Agostino intelligente: ex malo bonum. Può essere un’occasione per un nuovo inizio. Giusto. E l’ho sottolineato in aula nel mio intervento. Il rischio di Renzi è che si fermi alla retorica. Ha pronunciato una frase che contiene due difetti del nostro premier: ‘L’Europa deve parlare un po’ meno di banche e un po’ più di valori’. Primo vizio: non è il parlare di valori che manca, ma il tradurli in atti e fatti. Secondo difetto: l’espressione ‘un po’ meno, un po’ più’ indica l’accontentarsi di una cambiamento in dosi omeopatiche. Un appellarsi al bilancino invece che a una conversione”.