Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Ogni giorno ha la sua croce per Matteo Renzi. Per quanto premier e ministro dell’Economia si arrampichino sugli specchi cercando di spiegarci che va tutto bene e tutto è sotto controllo, i numeri hanno la testa dura.
Oggi ce l’ha ricordato da un lato la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, secondo i cui calcoli il nostro paese soffre di una evasione fiscale e previdenziale pari a 22,6 miliardi (solo il Cielo sa quanto avremmo bisogno di questi quattrini nelle casse dello Stato); dall’altro l’Istat, che ha pubblicato i dati su disoccupazione e deflazione.
Lo scenario che emerge da questi ultimi è preoccupante: nonostante le risorse impiegate dal governo per gli sgravi contributivi, la disoccupazione giovanile, quella più rilevante per il futuro del Paese, continua a salire (39,2% a luglio). Quel che colpisce è che questo accada nei mesi estivi, quando il dato degli occupati stagionali dovrebbe migliorare la situazione. Vuol dire che il mercato del lavoro italiano versa in condizioni ancora più gravi di quanto già non sembri.
Ancor più preoccupante il dato per cui a luglio rispetto a giugno diminuiscono gli occupati (-63.000), perché le imprese non assumono, ma diminuiscono anche i disoccupati (-39.000), segno dello scoraggiamento e delle aspettative negative sulla crescita, che spingono gli individui in età attiva fuori dal mercato del lavoro.
E infine la deflazione: siamo a -0,1% su base annua anche ad agosto. Il che ha effetti devastanti sui conti pubblici, specie sul Pil nominale, per il calcolo del quale il governo ha considerato un tasso di inflazione nel 2016 dell’1%, quando a fine anno sarà, ben che vada, pari a zero. Saltano quindi il rapporto deficit/Pil e, ancor più grave, quello debito/Pil su cui il governo ha impostato, sbagliando, tutta la sua politica economica e, imbrogliando, le trattative con Bruxelles.
Se il buon giorno si vede dal mattino, non sarà un autunno facile per Renzi, e con il voto al referendum costituzionale non potrà che prenderne atto”.