“Intervento surreale del commissario per la Spending review, Yoram Gutgeld, sul Corriere della Sera di oggi in risposta all’intervista del suo predecessore, Roberto Perotti, di ieri, redatto in perfetta aderenza al ‘Bignami’ di palazzo Chigi. Raccontino tutte le chiacchiere che vogliono, Renzi e compagni, tanto ormai il loro trucco è stato svelato e non ci crede più nessuno, ma su un punto su tutti, almeno uno, la smettano di mentire sapendo di mentire.
Il già citato ‘Bignami’ di palazzo Chigi, infatti, prevede la seguente tiritera: ‘Nel 2013 e 2014 il deficit era al 3%, nel 2015 con Renzi passa al 2,6%, nel 2016 siamo al 2,4%. Non bisogna essere professori per vedere che il deficit sta diminuendo’. Falso che più falso non si può.
Il commissario Gutgeld e i geni (nazionali e internazionali) della comunicazione di palazzo Chigi ignorano, infatti, che il primo Documento di economia e finanza (Def) approvato in Consiglio dei ministri dal governo Renzi l’8 aprile 2014, prevedeva un indebitamento netto (rapporto deficit/Pil) pari a -2,6% nel 2014, -1,8% nel 2015, -0,9% nel 2016.
Cosa è successo poi?
1) Innanzitutto, il governo Renzi, che si è insediato a febbraio 2014, ha chiuso il suddetto anno con un rapporto deficit/Pil del 3%, come affermato dallo stesso Gutgeld, quindi peggior di 4 decimali rispetto alle previsioni.
2) L’anno 2015 si è chiuso con un deficit/Pil del 2,6%, confermato anche da Gutgeld, quando avrebbe dovuto chiudersi a 1,8%, vale a dire con un delta negativo di 0,8 punti di Pil.
3) Il governo spera di chiudere il 2016 al 2,4%, e ribadiamo spera perché i presupposti vanno in direzione diametralmente opposta, mentre le previsioni dello stesso esecutivo appena insediato prevedevano per quest’anno un rapporto deficit/Pil pari a 0,9%. Un delta, quindi, di un punto e mezzo di Pil.
Tutti obiettivi, quelli sopra riportati, concordati con l’Europa e al cui rispetto Renzi è venuto meno. Bisogna avere proprio la faccia di bronzo per non notare come il suo governo sia riuscito in poco più di due anni a distruggere i conti pubblici italiani. Lo stesso governo, ricordiamo per completezza, che da quando si è insediato non ha fatto altro che rinviare di anno in anno il pareggio di bilancio, anch’esso pattuito con l’Europa e previsto dalla Costituzione, per finanziare le proprie pazze spese clientelari. Dati di fatto, non chiacchiere”.