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Brunetta: UE, “Renzi bambino viziato, e su Fiscal compact dovrebbe studiare di più”

 

“Al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che fa il bambino viziato a Bratislava, rinfreschiamo le idee. Su storia e cronologia del Fiscal Compact dovrebbe studiare un po’ di più”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento pubblicato da “Affaritaliani.it“.

“All’origine, il Fiscal Compact avrebbe dovuto essere un atto europeo, si pensava a un regolamento per “compattare” (copyright Mario Draghi) in un testo unico tutte le normative che erano state adottate nel periodo della grande crisi dell’eurozona (Six Pack, Two Pack). Ma per il Regno Unito un regolamento avrebbe avuto un’influenza eccessiva anche per i paesi non euro, limitando, per esempio, la libertà di circolazione dei servizi finanziari, e si oppose.

Per superare questa impasse si usò la formula dell’accordo internazionale, la stessa utilizzata in precedenza anche per Schengen, e fu inserito l’articolo 16 per cui a 5 anni data dalla firma (quindi nel 2017) si sarebbe valutata la possibilità di recepire l’accordo internazionale nell’ambito dei Trattati europei (come è effettivamente accaduto, in altra sede e con altri tempi, per Schengen). Quindi l’appuntamento dei 5 anni non è una scadenza, non è un rinnovo, non è neanche un tagliando/controllo.

Al massimo, caro Renzi, quello che puoi fare è, come per ogni accordo internazionale, ritirare la firma e uscire dal Fiscal Compact. Resti comunque, come Stato dell’Ue, vincolato a tutte le regole del Six Pack e del Two Pack, che rimangono in vigore. L’unico vincolo di cui ti libereresti sarebbe l’equilibrio di bilancio, se non fosse che lo abbiamo inserito nella nostra Costituzione. Quindi saresti tenuto a rispettarlo comunque, salvo nuove modifiche costituzionali. Terzo elemento: l’uscita da Fiscal Compact preclude la possibilità di ricorso, qualora ve ne fosse bisogno, alle risorse del Fondo Salva-Stati.

È questo che intendevi dire ieri in maniera improvvisata e nervosa a Bratislava, quando Germania e Francia ti hanno escluso dalla conferenza stampa congiunta? Altro che direttorio a tre: hanno provato a tirarti dentro ma evidentemente non sei proprio all’altezza del ruolo che, senza neanche mai essere stato votato, ti trovi malamente a ricoprire”, conclude Brunetta.