Socialize

OCSE: BRUNETTA, DATI SMENTISCONO AFFABULAZIONI GOVERNO RENZI-GENTILONI-PADOAN

 
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Ancora una volta i dati smentiscono le affabulazioni del governo Renzi-Gentiloni-Padoan. E non sono i dati di oscuri analisti e commentatori ma quelli dell’Ocse, la stessa organizzazione internazionale in cui ha militato il ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, e che qualche giorno fa glorificava l’esecutivo commentandone le riforme (mai fatte).
E così mentre il governo si appresta a varare ennesime promesse di abbassamento della pressione fiscale e del costo del lavoro, ecco l’impietosa analisi sul livello di cuneo fiscale in Italia. Con 13 punti percentuali al di sopra della media dei 35 Paesi Ocse, l’Italia si ritrova in quinta posizione tra i Paesi con il maggiore carico fiscale contributivo sui salari, addirittura arretrando di una posizione dallo scorso anno. Il 47,8% registrato è il risultato del peso straordinario della tassazione diretta e di quella sulle imprese (oltre 4/5 del peso totale, superiore di 8 punti percentuali alla media dell’Ocse).
Una situazione che non cambia se dal lavoratore senza carichi familiari passiamo a quello con carichi familiari, dove l’Italia passa dal 5 posto al 3 posto della classifica, anche qui registrando una distanza di quasi 13 punti rispetto alla media Ocse e che non migliora neppure quando si corregge il dato per i trasferimenti di welfare familiare.
Un quadro che mostra che mentre dopo la crisi i paesi Ocse stanno leggermente riducendo il peso del cuneo fiscale, l’Italia continua a non modificare, nonostante tutte le azioni rivendicate dal duo Renzi-Padoan, la sua situazione.
Per fare ripartire il Paese non è necessario quindi dare 80 euro a destra e a manca, ma impostare una seria politica di strutturale riduzione del cuneo fiscale, di alleggerimento complessivo della pressione fiscale, anche considerando forme di flat tax, di marcato sostegno ai salari di produttività (non le piogge sul pubblico impiego che vengono ora promesse in funzione elettorale), di shock positivo sulla domanda interna.
Questo ci aspetteremmo dalla valigetta del governo mentre, invece, vediamo delinearsi fumose e complesse azioni di correzione dei conti pubblici, miste con qualche elargizione a pioggia, ma con un complessivo effetto depressivo sul Paese”.