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GOVERNO: BRUNETTA, “DRAMMATICO ESODO CAPITALI STRANIERI DA OBBLIGAZIONI ITALIANE”

 

BELGIUM-EU-SUMMIT-POLITICS

 

 

“L’esodo dei capitali stranieri dai mercati obbligazionari italiani sta assumendo dimensioni drammatiche, come mostrano gli ultimi dati appena pubblicati dalla Banca Centrale Europea, con le vendite nette dei nostri titoli di Stato che a giugno hanno toccato un altro livello record per il secondo mese di fila.

Il possesso di debito italiano da parte di investitori esteri, come riportato anche da un articolo di Kate Allen pubblicato sulla prima pagina del Financial Times, si è ridotto in termini netti di -38 miliardi di euro, battendo il precedente record negativo di -34 miliardi di euro del mese di maggio.

Tutti gli analisti della City di Londra sono concordi nel ritenere che la maxi fuga di capitali dall’Italia sia causata dal crollo reputazionale che l’Italia ha subito con l’avvento del governo giallo-verde, per effetto delle sue caratteristiche di populismo, “sovranismo” e anti-europeismo, e ritengono che la volatilità dello spread persisterà anche nelle prossime settimane. Un analista di Jefferies si è addirittura detto stupito nel vedere come le vendite di BTP del mese di giugno siano andate addirittura oltre le sue aspettative, che già erano fortemente negative.

Per fortuna o purtroppo, a supplire all’ondata di vendite dei titoli di Stato italiani da parte degli investitori stranieri ci hanno pensato le banche italiane che, nel secondo trimestre del 2018, hanno aumentato i loro acquisti netti del debito italiano per più di 40 miliardi di euro, al livello più alto dal picco della crisi debitoria dell’eurozona. Purtroppo, però, questa non è una buona notizia, dal momento che il forte calo del valore dei BTP riduce il valore patrimoniale del portafoglio titoli detenuti dalle stesse banche, obbligandole ad effettuare forti svalutazioni e ad accantonare maggiori rischi per perdite, riducendo così la loro profittabilità.

Gli investitori sono tutti in attesa che il Governo predisponga la Legge di Bilancio entro metà ottobre, in maniera da capire i veri obiettivi di finanza pubblica. Il destino del nostro debito pubblico, tuttavia, è, secondo gli analisti della City, appeso a due variabili fondamentali: la prima è quella del futuro andamento dei fondamentali macroeconomici dell’intera area euro e la seconda è la permanenza in carica del ministro dell’economia Giovanni Tria, in qualità di garante del risanamento dei conti pubblici italiani. Non dovesse passare la sua linea, avverte Mauro Vittorangeli del colosso Allianz Group, per il debito italiano sarebbero grossi problemi”.