“La grande stampa internazionale è tornata ad interessarsi nuovamente del caso Italia, dopo le ultime esternazioni del vicepremier Luigi Di Maio sulla possibilità di sforare il tetto del 3% nel rapporto deficit/PIL nella prossima Legge di Bilancio per il 2019, provvedimento che dovrà essere presentato in Ottobre in vista delle valutazioni da parte della Commissione Europea previste per il 30 novembre. Ipotesi nettamente scartata ieri dal ministro dell’economia Giovanni Tria, che ha risposto che l’Italia proseguirà nel percorso di risanamento concordato con la Commissione Europea, che prevede un rapporto deficit/PIL pari allo 0,8% per il 2019, e il pareggio di bilancio per il 2020.
Lo scontro tra la linea rigorista del ministro Tria e quella ‘tassa e spendi’ dell’asse sovranista, rappresentato da Movimento Cinque Stelle e dalla Lega, sta causando una forte incertezza sui mercati finanziari, con gli investitori che reagiscono continuando a svendere i titoli di Stato italiani, come riportato anche dal Financial Times. Il rendimento sul BTP decennale è così tornato ai massimi livelli dallo scorso maggio, e anche la Borsa italiana è tra le peggiori al mondo, zavorrata dalla cattiva performance delle banche, che negli ultimi 6 mesi hanno perso più del 20% del loro valore, per i timori legati all’effetto svalutazione dei BTP presenti in grandi quantità nei loro bilanci. Tutto questo sta avvenendo in uno scenario che vede il dimezzamento degli acquisti di titoli di Stato da parte della Banca Centrale Europea a partire dal prossimo mese, in vista della cessazione definitiva del programma a fine anno. Evidentemente, gli investitori cominciano a scontare la forte riduzione della domanda di BTP, venendo meno il principale acquirente sul mercato secondario, la BCE, e con le principali banche italiane che hanno difficoltà ad acquistare BTP, perché diventati più rischiosi.
Bloomberg è andata ancora più pesante, descrivendo le varie strategie che i traders stanno adottando per tutelarsi dal rischio Italia, nato tre mesi dopo ‘l’imbroglio politico che ha caratterizzato la formazione del governo populista’. L’agenzia finanziaria americana ricorda come ‘l’ultimo sell-off dei futures italiani è iniziato dopo la metà di luglio, a seguito di segnali di tensioni sulla legge di bilancio tra i vice ministri italiani, Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro delle finanze Giovanni Tria’ e mostra come, dallo scorso 20 luglio, il numero di contratti future in essere sia salito del +22%, per effetto delle maggiori esigenze di copertura dal calo del valore dei BTP causato dall’elevata volatilità registrata negli ultimi mesi. In breve, gli analisti cominciano ad aprire l’ombrello per ripararsi dall’arrivo della tempesta finanziaria di settembre. A riprova dell’aumento di percezione sul rischio Italia, l’asta di oggi dei BOT con scadenza a 6 mesi si è conclusa con un netto aumento dei rendimenti d’emissione, a 0,438% dal precedente 0,066%. Un aumento che peserà direttamente sulla componente spesa per interessi e, quindi, sul deficit.
La stampa estera si è occupata anche del problema dell’immigrazione, un altro tema che sta creando forti attriti tra l’Italia e il resto dei paesi europei. Al di là dei proclami di sostegno alla strategia ‘no way’ del ministro degli Interni Matteo Salvini, la vicenda della nave Diciotti ha dimostrato inequivocabilmente una cosa: se alla fine gli immigrati sono sbarcati, come sempre per restare in Italia, non è perché l’Europa ha costretto il Governo italiano a farlo, ma perché è andato in fibrillazione l’intero Movimento Cinque Stelle e, quindi, il quadro politico interno all’Esecutivo. Con questo governo pieno di conflitti, mancano dunque i presupposti politici per andare fino in fondo sul tema dell’immigrazione come vorrebbe l’intero centrodestra. In compenso, ci sono tutti i presupposti (soprattutto a matrice grillina) per far collassare l’economia. In sintesi, l’alleanza di Governo 5 Stelle – Lega produce due fragilità insanabili: quella sull’immigrazione, che nulla risolve producendo solo isolamento e tensioni con l’Europa; l’altra, sul fronte economico e finanziario che ci porta verso il baratro della crisi. Con un Governo di centrodestra avremmo avuto un chiaro e netto ‘no way’ sull’immigrazione e totale credibilità economico-finanziaria sul fronte dei mercati”.