“Un’altra pessima apertura di settimana si sta registrando sui mercati finanziari, con lo spread che ha subito sfondato quota 300 punti base e con il mercato azionario che ha registrato un nuovo crollo. Evidentemente, il giudizio dei grandi investitori internazionali sull’Italia continua ad essere estremamente negativo. A questo punto, il Governo rifletta e riproponga subito la Nota di Aggiornamento al DEF con il rapporto deficit/Pil al di sotto della soglia del 2,0% per il 2019, come inizialmente proposto dal ministro dell’Economia Giovanni Tria e con il pareggio di bilancio strutturale previsto per il 2020, prima che sui mercati finanziari sia troppo tardi. Ci chiediamo: Salvini e Di Maio stanno guardando cosa accade sui mercati finanziari in queste ore? L’apertura di questa settimana ha già fatto segnare l’ennesima impennata dei rendimenti sui nostri titoli di Stato, con quello sul BTP decennale che ha sfondato quota 3,5%, ai massimi da inizio 2014, mentre quello del BTP biennale è salito addirittura sopra l’1,5%, ai massimi da fine 2013. L’aumento dei rendimenti, e dello spread, che ha di nuovo sfondato i 300 punti base, ha provocato un nuovo crollo del settore bancario, con l’indice FTSE MIB Banche che ha perso il -3,0%. Dall’insediamento del governo Conte l’indice ha perso quasi il -30,0%, con gli investitori internazionali che non acquistano i titoli italiani neanche agli attuali prezzi stracciati”.
“Nonostante la reputazione del Governo gialloverde sia ormai pari a zero sui mercati internazionali, ci sarebbe paradossalmente ancora la possibilità di invertire la rotta, se soltanto l’Esecutivo tornasse a proporre un quadro macroeconomico e di finanza pubblica come quello che aveva proposto, lo ripetiamo, il ministro dell’Economia Giovanni Tria. A quel punto, gli investitori si tranquillizzerebbero e forse potrebbero tornare ad acquistare le attività finanziarie italiane. Nel caso il Governo continuasse nella sua lotta contro Commissione Europea e mercati finanziari, invece, le conseguenze non potrebbero essere che quelle di un netto peggioramento della situazione, di aste del Tesoro disertate dagli acquirenti (la prima, da 6 miliardi di euro, è già in calendario questa settimana) e, prima o poi, della necessità di ristrutturare il debito, previo arrivo della Troika e delle sue misure draconiane. A parte la bocciatura della Legge di Bilancio da parte della Commissione Europea, tra pochi giorni ci sarà il giudizio, ben più importante, delle agenzie di rating. Se il Governo non farà di tutto per evitare il downgrade del debito, proponendo dei conti pubblici in grado di garantire la sostenibilità dei nostri bilanci, a quel punto tutto sarà più difficile”.