“Si apre una settimana importante per l’economia del nostro Paese. Una settimana di fuoco, con l’approdo in Commissione della Nota di variazione al Def già oggi, che ha dentro di sé la sequenza provocatoria del deficit 2,4%-2,1%-1,8% nei confronti della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea e dei mercati. Invece di ridurre il deficit come da trattati e regole europee, l’Italia, questa sequenza, la prevede al rialzo. Il deficit non si riduce, non si rispettano le regole del deficit e del debito, e cioè la regola secondo la quale il debito deve ridursi consistentemente sotto il 130% del rapporto debito/Pil.
Nulla di trascendentale, se non fosse che siamo dentro un clima assolutamente logorato dal punto di vista dei mercati. Da metà maggio ad oggi è successo di tutto: cigni bianchi, cigni neri, fuga di capitali, per cui la credibilità del governo populista, sovranista e peronista Lega-M5s è caduta ai minimi storici. Dentro tale contesto, il governo cosa fa? Invece che mostrare rigore, mette le dita negli occhi alla Commissione Europea, alla Bce e, ancor peggio, ai mercati, agli investitori e ai risparmiatori”.
Così Renato Brunetta, deputato e responsabile del dipartimento di politica economica di Forza Italia, in una nota.
“Da oggi inizia a formalizzarsi questa ‘ditata’ negli occhi con il voto, di giovedì, di una risoluzione a maggioranza assoluta degli aventi diritto in Parlamento, che sancirà, in maniera definitiva, questo atteggiamento provocatorio. E dopo giovedì avremo un altro adempimento, del 15 ottobre, in cui l’Italia dovrà mandare obbligatoriamente in Europa, assieme agli altri Stati europei, la tabella della Legge di Bilancio, contenente la stessa sequenza programmatica del NaDef. L’Italia dirà apertamente che non intende rispettare né la regola del debito, né quella del deficit. Tre giorni dopo, il 18 ottobre, ci sarà il Consiglio europeo, in cui il presidente del Consiglio Conte dovrà, al cospetto degli altri partner europei, spiegare perché l’Italia non intende rispettare le regole europee, perché la maggioranza in Parlamento ha votato a maggioranza assoluta questa provocazione. O Conte sarà talmente tanto bravo a convincere tutti gli altri partner che così va bene, e devo dire da un certo qual punto quasi me lo auguro, o altrimenti ci sarà, nei giorni successivi, la cosiddetta ‘rejection’, il rigetto da parte della Commissione europea della tabella italiana della Legge di Bilancio, con il conseguente aumento della turbolenza dei mercati e un doppio declassamento da parte delle agenzie di rating. E con due declassamenti, non possiamo che aspettarci il disastro per il nostro Paese”.