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LEGGE BILANCIO: BRUNETTA, “MANOVRA GIALLOVERDE VERSO BOCCIATURA, BORSE A PICCO, BANCHE IN ROSSO, DISASTRO ANNUNCIATO. GRAZIE SALVINI, GRAZIE DI MAIO

 

UE bandiere

 

“A poche ore da quello che la stampa internazionale ha definito lo “showdown” – lo scontro a fuoco finale – tra il Governo gialloverde e la Commissione Europea, che dovrebbe quasi certamente culminare con la prima bocciatura di una manovra economica nella storia della Unione Europea, si intensificano le analisi su quali potranno essere gli effetti di questa bocciatura. L’Esecutivo Conte si presenterà a questo scontro finale completamente isolato, dopo che gli altri Stati membri dell’Unione hanno ritrovato compattezza durante l’ultimo Consiglio Europeo, dando mandato al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker di usare il pugno di ferro contro Roma. Nelle ultime ore, è naufragata anche la speranza per Matteo Salvini di veder realizzato il suo progetto di creare una alleanza di partiti populisti europei per le prossime elezioni. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che avrebbe dovuto essere uno dei suoi alleati in quest’asse antieuropeista, ha infatti dimostrato di volere l’Austria inserita pienamente nel progetto del Partito Popolare Europeo, attaccando duramente l’Italia e dichiarando che “la Commissione dovrebbe bocciare senz’appello la manovra italiana”.

Sulla manovra si è espresso anche il direttore generale del Fondo Salva Stati, Klaus Regling, il quale ha lanciato l’allarme sul settore bancario che, a suo dire, è di nuovo in netto peggioramento, per effetto del forte aumento dei rendimenti sui titoli di Stato che sta erodendo il capitale degli istituti di credito, portandolo al di sotto dei requisiti minimi previsti dalla vigilanza europea e obbligandoli a ricapitalizzare. Regling ha anche detto che l’Unione è molto preoccupata nel vedere la piega che hanno preso gli eventi legati alla finanza pubblica italiana, ma ha anche aggiunto di escludere timori legati ad un possibile contagio ad altre economie europee, dal momento che gli istituti di credito comunitari si stanno sbarazzando delle attività finanziarie italiane, proprio per evitare possibili effetti collaterali. Proprio questo è l’ulteriore rischio che corre il nostro Paese: vedere gli investitori esteri correre per liberarsi al più presto di tutto quanto è italiano, in maniera da tutelarsi dal rischio sovrano, con l’effetto che, alla fine, i cocci rimarranno tutti nelle nostre tasche”.