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BANCHE: BRUNETTA, “A RISCHIO FALLIMENTO, GOVERNO GIALLOVERDE UNICA CAUSA CROLLO CREDITIZIO, STA PROVOCANDO CREDIT CRUNCH”

 

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“La perdita di reputazione del Governo italiano provoca una fuga di capitali esteri dai nostri titoli di Stato e dall’economia reale, i rendimenti sui titoli salgono e i titoli perdono il loro valore. Dal momento che le banche italiane detengono nei loro attivi decine di miliardi di BTP, il crollo del loro valore fa crollare di conseguenza il valore del loro capitale, fino a portarlo al di sotto della soglia minima fissata dagli organismi di vigilanza, obbligandole a ricapitalizzare. Venerdì prossimo, l’European Banking Authority pubblicherà gli esiti degli stress test compiuti sulle più grandi banche europee. Secondo le prime indiscrezioni, il sistema bancario italiano ne potrebbe uscire malconcio, soprattutto per via dei casi CARIGE e Monte dei Paschi, per i quali deve essere subito trovata una soluzione. Nelle ultime ore il Governo, dopo aver taciuto il problema per tutti questi mesi, ha finalmente deciso di ammettere che alcune banche italiane sono a rischio fallimento e hanno bisogno di essere salvate. Dal momento che questa bomba, finanziaria e politica, gli sta scoppiando tra le mani, il Governo ha deciso di far credere dell’esistenza di un piano “segreto” per il salvataggio delle banche. Peccato, che i piani “segreti” per salvare le banche non siano ammessi dalle regole europee, che dopo l’introduzione della direttiva bail-in obbligano gli Stati a concordare i piani di salvataggio con l’Europa, possibilmente dopo aver fatto fallire azionisti e obbligazionisti, come abbiamo visto accadere nei casi delle quattro banche popolari e delle due banche venete. Ci chiediamo, inoltre, con quali soldi il Governo ha intenzione di salvare le banche. Non vogliamo neanche credere che si possa trattare nuovamente di denaro dei contribuenti, che già hanno dovuto dare il loro contributo nell’ultimo salvataggio di MPS e dopo che Lega e Cinque Stelle si erano stracciati le vesti quando il governo Renzi prese dei provvedimenti per intervenire nei crack bancari che furono tra le cause del suo crollo di consensi. In questo caso, il governo giallo-verde avrebbe pure l’aggravante di essere la sola ed unica causa del fallimento degli istituti di credito, perché a lui è da imputare l’impennata dei rendimenti che hanno fatto collassare il valore dei titoli.

Il Governo, come abbiamo già avuto modo di spiegare, è responsabile di aver creato un enorme effetto demoltiplicatore del credito, causando il “credit crunch” che sta investendo l’economia italiana e riducendo il credito erogato a famiglie e imprese. Una perdita di crescita dovuta a questo effetto negativo tale da cancellare i ridottissimi effetti espansivi dell’aumento di spesa assistenzialista prevista dalla Legge di Bilancio presentata alla Commissione Europea, comportando quindi un effetto netto recessivo sul Pil italiano”.