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GOVERNO: BRUNETTA, “RIDUZIONE DELLO O,2% DEFICIT È RIDICOLO TRUCCO POLITICO-CONTABILE PER FAR CREDERE A COMMISSIONE UE DI AVER CAMBIATO ATTEGGIAMENTO”

 

Commissione-europea

 

“Ora, sulla stampa si legge che Lega e Movimento Cinque Stelle sarebbero disposti a fare delle concessioni “minori” sulla Legge di Bilancio, pari ad una riduzione di circa 2 decimali nel rapporto deficit/Pil, preservando l’impianto complessivo della manovra. Un niente, in pratica. Questa modifica, infatti, oltre che inutile, non è ovviamente possibile dal punto di vista finanziario, perché per raggiungere gli obiettivi previsti per il 2019 il Governo dovrebbe non solo rinunciare del tutto al suo programma, ma anche alzare le aliquote IVA, considerando che, nel frattempo, le condizioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Paese sono degradate, per effetto del peggioramento della crescita del Pil del 2018, che non salirà a oltre il +1,0%, contro il +1,2% previsto dal Governo nell’ultima Nota di Aggiornamento e che quello del 2019 sarà al di sotto del +1,0%, straordinariamente al di sotto rispetto al +1,5% previsto dal Governo. Sono disposti, Salvini e Di Maio, ad abiurare a tutta la loro propaganda e a rinunciare al reddito di cittadinanza, e alle altre misure per riportare i conti pubblici sul sentiero della stabilità?

Noi crediamo di no, perché abbiamo già capito cos’ha intenzione di fare questo Esecutivo: posticipare di qualche mese l’introduzione delle misure nel tentativo di truccare i dati del 2019, peggiorando di conseguenza quelli per il 2020, che si osserveranno una volta passate le elezioni. Un vero e proprio trucco politico-contabile nel tentativo di far credere alla Commissione di aver cambiato atteggiamento, mentre invece, stando alle dichiarazioni dei massimi esponenti del Governo, non è cambiato assolutamente nulla. I mercati, almeno per il momento, sembrano aver creduto all’inversione di rotta da parte del Governo. Purtroppo per l’Italia, quando scopriranno che non c’è alcun passo indietro, e che si è trattata di una ennesima presa in giro, ricominceranno a vedere i nostri titoli di Stato come e più di prima”.