“Ogni decisione che deve prendere una agenzia di rating è, per definizione, una roulette. Abbiamo visto in passato dei downgrade del rating effettuati quando non erano attesi e il mantenimento del rating quando ci si aspettava che venisse abbassato. Certamente, alla decisione di questa sera da parte di Standard and Poor’s, che potrebbe portare il rating sovrano dell’Italia a un solo notch sopra il livello “spazzatura”, il Governo giallo-verde ci ha messo davvero del suo per fornire un assist all’agenzia americana ad effettuare il taglio. Tanto che moltissimi investitori internazionali hanno cominciato a posizionarsi al ribasso sui nostri titoli di Stato ormai da un paio di settimane, scommettendo sul downgrade. Lo spread è risalito sopra quota 270 punti base, ai massimi livelli da fine febbraio, e il rendimento sui BTP decennali è balzato nuovamente sopra il 2,7%.
Fin troppo facile intuire le motivazioni che hanno portato i trader a scommettere contro i nostri bond”.