“L’analisi dell’ISTAT è molto realista e dipinge un quadro negativo, generalizzato in tutti i settori: “Tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori sono in calo, seppur con intensità diverse: il clima economico e quello futuro registrano una diminuzione più marcata, mentre la flessione è più contenuta per il clima personale e per quello corrente”, scrive l’istituto, che aggiunge, con riferimento alle imprese, che “l’indice di fiducia registra una flessione nel comparto manifatturiero e, soprattutto, nelle costruzioni (l’indice cala, rispettivamente, da 101,9 a 100,8 e da 144,3 a 140,9); nei servizi, l’indice registra una diminuzione più contenuta (da 99,3 a 98,9), mentre nel commercio al dettaglio sale da 102,7 a 104,7”.
Per la manifattura, in particolare, l’ISTAT rileva un peggioramento “sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sulla produzione”, mentre nelle costruzioni “la dinamica negativa dell’indice è trainata dal deciso ridimensionamento delle aspettative sull’occupazione presso l’azienda a cui si unisce un peggioramento dei giudizi sugli ordini”. Diminuzione della fiducia, aumento della disoccupazione e calo degli ordini. Il realismo dei dati, purtroppo, sta cominciando a far capire agli italiani che questo Governo di buoni a nulla, finora, ha soltanto illuso gli elettori con un anno e mezzo di propaganda. Mentre l’economia italiana è ancora in recessione”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.