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MANOVRA: BRUNETTA, “TRIA CONFERMA LA SPENDING REVIEW E TAGLI AGLI SCONTI FISCALI, ALTRO CHE MAGGIORI SPAZI DI FLESSIBILITÀ CONCESSI DALL’EUROPA”

 

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“In un’intervista di oggi rilasciata al quotidiano Avvenire, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha dichiarato che non c’è alcun impegno da parte del Governo ad abbassare il rapporto deficit/Pil all’1,8% nel 2020 e che quello che conta è l’aggiustamento strutturale. Bene, ne siamo felici! Ha, inoltre, dichiarato che ci saranno maggiori spazi di manovra e ha confermato che ci saranno i tagli alle spese fiscali, ovvero alle famose tax expenditures. Leggendo l’intervista del ministro Tria, sembrerebbe che la Commissione Europea abbia dato un assenso tacito ad ampliare gli spazi di flessibilità per la prossima Legge di Bilancio (da circa 50 miliardi di euro) che il Governo si sta apprestando a scrivere. Leggendo, però, i documenti di finanza pubblica, la situazione non pare stia proprio in questi termini”.

Innanzitutto, per evitare in extremis l’apertura della procedura di infrazione per deficit eccessivo basato sul debito da parte di Bruxelles, il Governo italiano si è impegnato formalmente, nella famosa lettera di risposta firmata dal ministro Tria e dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte inviata a Bruxelles, a “raggiungere il miglioramento strutturale in linea con i requisiti del Patto di Stabilità e Crescita”. Nella stessa missiva si ricordava, inoltre, che il Governo aveva formulato “una strategia integrata che si basa su una nuova spending review e su una revisione delle tax expenditures”, oltre che ad aggiornare le proiezioni di spesa, con l’obiettivo di diminuirla, delle misure bandiera del Governo giallo-verde, reddito di cittadinanza e quota 100. Una vera e propria sottomissione ai diktat della Commissione, rendendo palese il commissariamento de facto del Paese che è stato poi il motivo per cui lo spread ha cominciato a diminuire”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.