“Sulla stessa linea di Mattarella si sono posti il ministro dell’economia Giovanni Tria e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che con la lettera di impegni sottoscritta nei confronti di Bruxelles lo scorso 2 Luglio, si sono impegnati a rispettare gli obiettivi di finanza pubblica contenuti nel Patto di Stabilità e Crescita, ovvero di una correzione strutturale pari allo 0,6% del Pil per il 2020, il taglio della spesa pubblica primaria per lo 0,1% del Pil, la riduzione delle tax expenditures e la speding review. Grazie a quella lettera e alla manovra correttiva da 7,5 miliardi di euro fatta per rispettare gli impegni per il 2019, l’Italia ha evitato l’apertura della procedura d’infrazione per debito eccessivo da parte della Commissione e i mercati hanno cominciato a credere nel piano di rientro dal debito intrapreso dal ministro Tria, tornando ad acquistare i BTP, che fino a quel momento avevano venduto. I rendimenti e lo spread sono scesi di conseguenza”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.