“Sono saltate definitivamente le privatizzazioni annunciate dal Tesoro nel Def, e con esse sono andati in fumo i 18 miliardi di incassi che lo Stato avrebbe dovuto introitare. Ancora poi da capire quali saranno le tax expenditures che saranno tagliate e le spese annunciate nella spending review. Mentre i due vicepremier annunciano una manovra pesante, con flat tax, taglio del cuneo fiscale e salario minimo, il ministro Tria continua ad invocare invece la necessità di mantenere i conti in ordine, pur sapendo che l’aumento dell’Iva, ad esempio, produrrà un decremento dei consumi del -0,3%, come stimato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio. Siccome le due visioni della prossima manovra finanziaria non sono conciliabili, bisognerà capire se prevarrà la politica tassa e spendi di Lega e Movimento Cinque Stelle, come l’anno scorso, o quella europeista di Tria e Conte, come avvenuto nella manovra correttiva di luglio. Il giudizio, come al solito, sarà affidato a Bruxelles, ai mercati finanziari e alle agenzie di rating”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.