“Considerando i tempi canonici di insediamento di un Governo, difficilmente il nuovo Esecutivo, sempre se dovesse nascere davvero, avrà il tempo di mettere mano al documento programmatico. Più probabile che dovrà prendere a scatola chiusa quello che sta predisponendo il ministro Tria, soprattutto nella sua parte a legislazione vigente. Sulla parte programmatica tutto è ancora aleatorio, dal momento che i due partiti che potrebbero comporre il nuovo Governo, Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, hanno una visione di politica economica totalmente differente, e trovare una sintesi adeguata tra le due posizioni sarà una impresa molto ardua. Finora, al di là dei proclami, gli economisti di entrambi i partiti non hanno saputo dire, infatti, dove troveranno le risorse per evitare l’aumento dell’Iva da 23,1 miliardi, finanziare le spese inderogabili che ogni anno si presentano a bilancio, e poi finanziare misure come il taglio del cuneo fiscale e il salario minimo, mantenere il reddito di cittadinanza e intervenire a sostegno delle imprese. A sentire i responsabili, la soluzione è quella di fare una manovra in deficit, con il benestare della Commissione Europea, che acconsentirebbe a portare il deficit al 3,0% del Pil. Una pretesa impossibile, anche perché non sembra che in Europa l’idea di concedere molti sconti all’Italia sulla prossima manovra trovi molti alleati. Certamente, l’emergere di forze di ultra-destra anche nei paesi più virtuosi come la Germania, nella quale l’AfD ha aumentato di molto i suoi consensi, non è una buona notizia per il nostro paese, dal momento che queste forze si oppongono strenuamente alla proposta di allentare le regole fiscali per i paesi del Sud Europa e di dare il via ad una nuova ondata di stimoli monetari da parte della BCE, politica considerata come un rischio per il risparmio e il sistema bancario tedesco”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.